COMUNISTA GENDER

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Cristiani sotto tiro: parla il patriarca di Gerusalemme

Dalla Siria alla Nigeria, dal Sudan alla Cina, i cristiani sono nel mirino degli integralismi e dei terrorismi di ogni specie. Ne abbiamo parlato con il Patriarca di Gerusalemme, in visita alla Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro in occasione dell'anno della fede.
Percorsi: Cristiani perseguitati - Diocesi di Arezzo - Pace - Terrasanta
 24/10/2012 di Beatrice Bertozzi

E' stato il patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, l'ospite d'onore di un confronto tra credenti e non credenti, sabato 20 ottobre in San Michele ad Arezzo, nell'ambito dell'Anno della fede in diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, guidata dall'arcivescovo Riccardo Fontana. Una presenza resa ancor più significativa dal fatto che la diocesi aretina ed il patriarcato latino sono legati dal 2010 da un gemellaggio. «Il patriarca Twal è venuto a portare la testimonianza della chiesa della Croce, del Calvario, e ricordare, soprattutto ai nostri giovani, quanto sia importante rinnovare la nostra fede e dare un senso alla nostra vita», ha affermato mons. Fontana, nel corso di una tavola rotonda sul tema «Qual è la vera croce, cioè quella che salva? Quale via per la felicità e la salvezza?», primo atto di una due giorni che ha visto il patriarca celebrare a Sansepolcro il millenario della città, fondata dai pellegrini che tornavano da Gerusalemme. «La Croce è la dimensione drammatica della nostra vita. Tanti sono i problemi che ci affliggono» ha dichiarato Fouad Twal riferendosi anche alla Terra Santa, segnata da violenze e conflitti. «Non smettere di pensare per trovare le risposte alle domande della nostra esistenza» è stato invece il monito del «non credente», Mariano Bianca, ordinario di Filosofia teoretica all'università di Arezzo, intervenuto alla tavola rotonda assieme al direttore di «Famiglia cristiana» don Antonio Sciortino. Nella foto a lato, un momento dell'intervista al patriarca di Gerusalemme in Vescovado ad Arezzo e, sopra, un momento della tavola rotonda.
http://www.toscanaoggi.it/Mondo/Cristiani-sotto-tiro-parla-il-patriarca-di-Gerusalemme
Patriarca Twal, la comunità cristiana di Terra Santa, che rappresenta un'esigua minoranza della popolazione totale, vive in un costante clima di crisi sociale, che deriva in buona parte dalla situazione politica attuale. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha indetto le elezioni anticipate per gennaio 2013. Quali sono gli orizzonti? Cosa può cambiare?«È da sessant'anni che noi viviamo senza una visione chiara del nostro futuro. La cosa che spaventa di più, oggi, è la perdita di credibilità dei dirigenti politici agli occhi dell'opinione pubblica. Un futuro di pace chiede dei sacrifici, chiede un piano concreto, che restituisca fiducia alla popolazione. Le elezioni in Israele possono far cambiare il partito al potere, ma non la posizione del governo verso la situazione dei Palestinesi e la causa della pace. A livello geografico, oggi, è impossibile pensare ad uno Stato Palestinese libero, perché non c'è continuità territoriale. Quello che vediamo è una politica chiara e netta finalizzata a gestire il conflitto senza risolverlo, mantenendo lo status quo. Per la popolazione, che ha sofferto e continua a soffrire, la prima opzione è quindi l'emigrazione: ecco da dove nasce la forte emorragia umana di cui siamo quotidianamente testimoni».In questo quadro, come vede il futuro dei cristiani?«Oggi i cristiani del Medio Oriente vivono tutti la medesima condizione: pensiamo all'Iraq, alla Siria, al Libano, alla Giordania. È una situazione di calvario di cui non si vede la fine. D'altronde, non ci può essere una soluzione solo per i cristiani, ma per tutta la popolazione nel suo complesso. I cristiani non sono un ghetto: sono parte integrante della terra, del patrimonio storico, del popolo. Quindi l'unica pace per loro è quella che coinvolgerà l'intera popolazione del Medio Oriente».Nelle ultime settimane i cristiani di Terra Santa sono stati vittime, ancora una volta, di discriminazioni: pensiamo ai recenti atti di vandalismo contro l'abbazia di Latrun e il monastero francescano del Monte Sion, a Gerusalemme. Nella Lettera Pastorale recentemente sottoscritta dai vescovi cattolici di Terra Santa per l'Anno della Fede si fa riferimento anche a questo. Qual è l'appello che lanciate?«Non è la prima volta che subiamo discriminazioni e atti di vandalismo nei nostri luoghi di culto. Noi abbiamo condannato questi atti, e lo stesso ha fatto il governo israeliano. Ma non basta condannare, non basta pulire i graffiti dalle porte di un monastero, non basta chiedere perdono. Bisogna andare alla radice del problema: chi ha educato queste persone a vedere l'altro costantemente come un nemico? Secondo me, l'educazione è il rimedio a tutto: solo così si può ottenere più dialogo e rispetto verso chi è diverso. Questo è un programma che il governo deve prendere a cuore. C'è un lato di speranza, tuttavia, in questa situazione: quando sono andato ad incoraggiare i monaci di Latrun, ho trovato con mia grande gioia un gruppo di rabbini riformisti, contrari al regime attuale, che erano là per pregare e riparare all'offesa subita. Ci siamo abbracciati, abbiamo pianto insieme. Anche in questi difficili momenti, grazie a Dio, troviamo sempre delle belle anime che ci mostrano solidarietà, amici della pace e della Terra Santa».Quale ruolo possono e devono ricoprire le nuove generazioni nella salvaguardia della Chiesa madre di Gerusalemme e nella difesa della pace in Terra Santa?«Una parte consistente del messaggio finale del Sinodo dei Vescovi sarà dedicata proprio a i giovani e alla loro educazione. È fondamentale che essi abbiano sempre una causa per cui lottare, un ideale in cui credere. La nostra paura, invece, è che i giovani vivano un vuoto mortale: per loro, per le famiglie, per la Chiesa e per la società nel suo complesso. Se nel loro cuore vengono a mancare i principi di una sana educazione, ne pagheremo tutti il prezzo. Si dice che una Chiesa senza giovani sia una Chiesa senza futuro. Io aggiungo: anche i giovani, senza Chiesa, sono giovani senza futuro. Abbiamo bisogno gli uni degli altri».
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Sabato 07 Dicembre 2013. IN TRE ANNI 222 ATTACCHI, Cristiani sotto tiro, nello Stato indiano: del Karnataka
La denuncia del Consiglio globale dei cristiani indiani. Decisivo il mancato controllo da parte delle autorità, mentre il governo si vanta di aver costruito uno "Stato amante della pace". Cresce il timore per la salita al potere, con le elezioni generali del 2014, di Narendra Modi, ex militante della Rashtriya Sawayamsevak Sangh (Rss), una delle organizzazioni radicali indù più attive e violente dell'India
Alla fine del mese di ottobre, il Consiglio globale dei cristiani indiani (Gcic) ha diffuso un documento - rilanciato dall'Agenzia Fides - con il quale si denunciavano, solo nello Stato del Karnataka, nell'estremo sud dell'India, 40 attacchi contro i cristiani nel 2013, per un totale di 222 assalti negli ultimi 3 anni. Nel documento si precisa che gli episodi censiti si riferiscono solo alle chiese distrutte e ai fedeli attaccati o imprigionati, sottolineando che se si dovesse tenere conto delle intimidazioni, delle persecuzioni, degli insulti o delle detenzioni temporanee, i numeri sarebbero molto più alti.
Il permissivismo e il mancato controllo delle autorità. Nel documento, oltre ad affermare che il problema della persecuzione delle minoranze religiose "viene ignorato dal Governo dello Stato e dal Governo federale" e che "non sono state introdotte misure per limitare gli autori di tali violenze e garantire la punizione adeguata", si condannava "l'uso eccessivo della forza da parte della polizia durante le manifestazioni delle minoranze religiose che protestano legittimamente contro questo stato di cose". Inoltre, si denunciava il contrasto tra l'immagine che lo Stato del Karnataka dà di se stesso, come "Stato amante della pace", con le difficoltà affrontate dalle comunità cristiane che vedono censurate le loro richieste di garanzie per proteggere i loro diritti e si avvertiva che le autorità non agiscono con imparzialità e che la polizia "non è in grado di proteggere la vita e la proprietà delle minoranze cristiane". Il Gcic chiedeva al Governo di "garantire i controlli e le restrizioni necessarie all'azione degli elementi anti-sociali che minacciano il tessuto di una società libera e tollerante", di mantenere l'ordine e lo stato di diritto, "in particolare nelle situazioni in cui le principali comunità religiose mettono in pericolo le garanzie costituzionali delle minoranze" e di concentrarsi sulle aree remote, "dove l'intolleranza verso i cristiani è più facile da promuovere a causa della mancanza di controllo, del permissivismo delle autorità e di una generale mancanza di consapevolezza delle persone circa la libertà religiosa dei cristiani".
Il pericolo: Narendra Modi al potere. Ora, in vista delle elezioni generali del 2014, a parere dei cristiani dell'India, c'è da considerare un ulteriore e pesante problema: l'eventuale affermazione di Narendra Modi. "Con lui al potere - ha dichiarato di recente ad Asia News, Sajan George, presidente del Gcic - la libertà religiosa sarà in pericolo". Narendra Modi è un ex militante della Rashtriya Sawayamsevak Sangh (Rss), una delle organizzazioni radicali indù più attive e violente dell'India. Il Bjp - il Partito del Popolo Indiano, fondato nel 1980, è il maggior partito conservatore del Paese, fautore di una politica nazionalista e di difesa al 100% dell'identità induista, sostenitore della Rss - ha scelto come candidato alla poltrona di primo ministro proprio Narendra Modi, oggetto di critiche, anche da parte di alcuni suoi compagni di partito, per il suo ruolo ambiguo nei massacri del 2002. Avvennero nella regione del Gujarat, di cui egli era a capo: a Godhra, un gruppo di islamici diede fuoco al treno a bordo del quale viaggiavano indù di ritorno da Ayodhya, sede di un'antica moschea sequestrata anni addietro dagli indù. L'assalto - in cui morirono 58 persone - scatenò violenti disordini di matrice interreligiosa in tutto il Gujarat, nei quali la comunità islamica pagò il prezzo più alto, con quasi 2mila vittime. Da sempre Modi è accusato di aver cospirato negli scontri, per non aver preso alcun provvedimento per fermarli e non aver istituito alcuna indagine. Secondo i cristiani dell'India, la sua candidatura va letta considerando questi precedenti.
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cristiani sotto tiro, dossier, N°90, dicembre 2013, radici cristiane
 Cristiada, tra libertà di culto e memoria
16 ottobre 2014

Il film di Dean Wright ripercorre una pagina di storia sconosciuta e troppe volte taciuta. La guerra dei Cristeros nel Messico...
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Cristiani perseguitati in Iraq, catena di preghiera in rete
03 settembre 2014

Il sito francese Hozana.org ha lanciato un'iniziativa che in poche ore ha riscosso un ottimo successo: una catena di preghiera...
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Blog Post
Iraq o altrove, Chiesa in prima linea
16 agosto 2014

Il cardinale Bagnasco ha detto che la Chiesa italiana è pronta ad assistere i profughi dell'Iraq. La drammatica situazione in altri Paesi, mentre i profughi sbarcati nel 2014 toccano quota 100 mila.
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Stanza di discussione
Convivenza con i musulmani. E voi cosa ne pensate?
02 agosto 2014

Una suora "accusa" Famiglia Cristiana di non custodire quel poco che resta delle radici cristiane in #Europa e in #Italia....
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Articolo
Attacco a una chiesa, strage
29 maggio 2014

E' stata assaltata la parrocchia di Nostra Signora di Fatima, a Bangui. Almeno 15 i morti, tra le vittime anche un sacerdote di 76 anni noto per il suo impegno umanitario a favore di chi soffriva.
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Stanza di discussione
Cristiani e musulmani possono vivere insieme?
06 luglio 2013

Si moltiplicano gli episodi di intolleranza nei confronti dei cristiani nei Paesi islamici. Gli ultimi casi in Somalia, Siria...
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Pakistan, cristiani sotto tiro
16 maggio 2013

Rappresentano l'1 per cento su una popolazione che in totale conta 180 milioni di abitanti, in stragrande maggioranza...
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Pakistan, se la blasfemia è un alibi
20 gennaio 2013

Difese Asia Bibi: l'ex parlamentare musulmana Sherry Rehman, oggi ambasciatrice negli Usa, è ora sotto accusa. Nel 2012 sono...
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Mali, al Qaeda nella scuola cattolica
18 gennaio 2013
http://www.famigliacristiana.it/tag/persecuzione.aspx
Padre Alberto Rovelli, missionario dei Padri Bianchi, ha vissuto 20 anni tra Gao e Kidal: «Vittime della violenza islamista....
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Pakistan e blasfemia, urge riforma
26 novembre 2012

Più istruzione, meno "blasfemia". Le minoranze religiose hanno fondato il Pakistan insieme con la maggioranza islamica.
http://www.famigliacristiana.it/tag/persecuzione.aspx
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Cristiani nel mirino
«Paesi comunisti, Paesi musulmani, fazioni islamiche, induiste oppure buddiste, laicismo militante… ovunque ed in tutte le stagioni la caccia ai Cristiani è aperta!»: ad affermarlo in quest'intervista, è Daniel Hamiche, Caporedattore dell'Observatoire de la Christianophobie. Dati alla mano. Almeno 14 mila morti ogni anno e 150 milioni di perseguitati.
RC n.90 - dicembre 2013 di Francesco Bodini

«Paesi comunisti, Paesi musulmani, fazioni islamiche, induiste oppure buddiste, laicismo militante… ovunque ed in tutte le stagioni la caccia ai Cristiani è aperta!»: http://www.radicicristiane.it/2013/12/dossier/cristiani-nel-mirino/
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cristianofobia
260710-003
Crisi di identità: la civiltà europea può sopravvivere?
05 settembre 2014

 Riportiamo il testo dell'intervento svolto dal prof. Roberto de Mattei il 13 marzo 2008 all'Università Europea di Roma nel corso della conferenza internazionale dedicata a: Crisi di identità: la civiltà europea può sopravvivere? (altro…) Crisi di identità: la civiltà e…
Rai
Anche la Rai si adegua
30 luglio 2014

(di Mauro Faverzani) Il processo di decristianizzazione è iniziato anche sulle emittenti di Stato. Non solo per il blasfemo siparietto proposto da "Rai 2", raffigurante un bacio omosessuale tra Gesù ed un Apostolo. Quello appare oggi come un singolo episodio di un piano più compless…
campane
Rintocchi "fuorilegge", multa al parroco
11 giugno 2014

(di Mauro Faverzani) Probabilmente oggi Ernest Hemingway sarebbe costretto a mutare il titolo del proprio romanzo da Per chi suona la campana in un più probabile "Per chi tace la campana".Il motivo lo si scopre in provincia di Vicenza. Niente da dire: prima l'esposto firmato da 112 …
cristianofobia
Cristianofobia: un nuovo report conferma l'escalation in Europa
16 aprile 2014

(di Davide Greco) Ora ci sono i dati, e sono sempre più allarmanti. L'odio verso tutto ciò che è cristiano colpisce i simboli, i luoghi, le abitudini della cristianità. Non si tratta solo di concetti, di punti vista o di qualcosa che può apparire sfumato, ma di azioni precise che si…
Progetto monumento California
Eliminare ovunque le croci, ecco la nuova parola d'ordine in USA
19 marzo 2014

(di Mauro Faverzani) Negli Stati Uniti, ormai, la caccia ai cristiani è aperta. Senza quartiere, senza regole, sistematica e permanente. È feroce, ideologica, diabolica. Non lascia respiro, né scampo. Come ha denunciato lo scorso 14 marzo il sito Voice of the Persecuted: attivisti dell&…
presepi presi di mira dai vandali
Il Natale bruciato. Storie di presepi presi di mira dai vandali
08 gennaio 2014

(di Davide Greco) Negli anni passati non si era mai registrata una frequenza simile di atti vandalici contro i presepi. Dal nord al sud, in città o in piccoli comuni, il Natale italiano del 2013 è stato attraversato da gesti espliciti e ripetuti contro le rappresentazioni della Natività…
Linee Guida per un'informazione rispettosa delle persone LGBt
Il Cristianesimo è la religione dei martiri.
19 dicembre 2013

(di Danilo Quinto) L'Ordine dei Giornalisti ‒ che, come tutti gli Ordini professionali, dovrebbe essere abolito ‒ con il danaro proveniente dal Consiglio d'Europa, ha diffuso un libretto intitolato Linee Guida per un'informazione rispettosa delle persone LGBT. (altro…) Il…
Peter e Hazelmary Bull
In Inghilterra un nuovo caso di discriminazione cristiana
11 dicembre 2013

(di Lupo Glori) Ancora un caso di intolleranza e discriminazione cristiana. Dall'Inghilterra arriva, infatti, la notizia della condanna da parte della Corte Suprema al pagamento di una multa di 3.600 sterline (circa 4.400 €) per due albergatori cristiani, Peter e Hazelmary Bull, che ne…
Verona-Università.-Volantino-anticattolico-16-maggio-2013-213x300
Volantino all'Università di Verona: "L'unica chiesa che illumina è quella che brucia"
16 maggio 2013

(su Nocristianofobia.org) I toni non sono certo quelli scientifici e politicamente corretti che ci si aspetterebbe. La tolleranza e la libertà di espressione non sono nemmeno considerati. Eppure è proprio questa la comunicazione scelta in un volantino diffuso dai "Centri Sociali" pre…
Belgio.-Aggressione-a-mons.-Léonard-300x165
L'intolleranza dei tolleranti. Quando dialogare può diventare impossibile
29 aprile 2013

(di Davide Greco su Nocristianofobia del 26-04-2013) È facile parlare di tolleranza e, forti di questo argomento, zittire la controparte. Si tratta di un modo usato sempre più di frequente, specie quando i cattolici osano difendere i loro valori fondamentali. L'ultimo esempio? L'aggr…
cristianofobia
Mgr-Andre-Leonard-femen-5
Arcivescovo offeso e umiliato in pubblico dalle Femen
24 aprile 2013

(fonte: www.nocristianofobia.org) Secondo loro è un omofobo. Quindi lo hanno sbeffeggiato durante un convegno e lo hanno ricoperto della loro "acqua santa". È successo martedì sera, durante un incontro a Ixelles in Belgio, dal titolo: "Blasfemia. Offesa o liberta di esprimersi?"…
Lucifero-300x215
La bellezza di Lucifero: le nuove frontiere del satanismo
15 aprile 2013

(di Davide Greco su nocristianofobia.org del 12-04-2013) Il satanismo ha cambiato tattica. Le sue parole adesso sono: bellezza, libertà e politica, specie nei comunicati pubblici. Anche in Italia. (altro…) La bellezza di Lucifero: le nuove frontiere del satanismo was last modified…
Folla-anonima
La libertà non superficiale. Un esempio sul caso austriaco
05 aprile 2013

(su Nocristianofobia.org) Possono delle leggi sulla non-discriminazione discriminare comunque? È questa la domanda provocatoria posta da Gudrun Kugler, fondatrice dell'Osservatorio sull'intolleranza e la discriminazione di Vienna, in un suo scritto che uscirà fra poco, dal titolo "…
Papa-Francesco
L'odio verso i cristiani. Una delle sfide per Papa Francesco
20 marzo 2013

La Chiesa cattolica sta vivendo un'ora straordinaria della sua storia. L'11 febbraio 2013, Papa Benedetto XVI ha annunciato la sua rinunzia al pontificato, che ha poi attuato il 28 dello stesso mese, comunicando l'intenzione di assumere l'inconsueto titolo di "Papa emerito" e d…
mons. crepaldi
Trieste: prove di persecuzione
30 gennaio 2013

(Vita Nuova – Settimanale cattolico di Trieste) Conversazione del nostro Direttore con Mons. Crepaldi sulla manifestazione Arcigay di sabato 12 gennaio davanti al Vescovado. Eccellenza, dove era sabato scorso durante la manifestazione promossa dall'Arcigay sotto il Palazzo della C…
crepaldi-laboratorio-cattolici-politica-
Il vescovo di Trieste accusato di essere razzista e omofobo.
29 gennaio 2013

(su Tempi) La notizia è di qualche giorno fa, ma vale comunque la pena di essere segnalata per la sua gravità. Sul settimanale di Trieste Vita Nuova è apparsa un'intervista del direttore Stefano Fontana all'arcivescovo della città, monsignor Giampaolo Crepaldi. L'articolo …
Femen-Vaticano
Femen all'attacco in Piazza San Pietro
20 gennaio 2013

(di Davide Greco su www.nocristianofobia.org) Chi sono, cosa vogliono e soprattutto chi le finanzia. Erano in quattro, compresa la leader del gruppo Inna Shevchenko, di fianco all'albero di Natale in piazza San Pietro. Durante l'Angelus, le Femen hanno dato il loro consueto e chiassoso…
croce
Corte di Strasburgo: il divieto di indossare il simbolo religioso della croce viola la Convenzione dei diritti umani
17 gennaio 2013

(su News.va) Era attesa in Gran Bretagna e dopo circa 7 anni è arrivata: si tratta della sentenza della Corte di Strasburgo che ha dato ragione ad una dipendente della British Airways a cui l'azienda aveva vietato di portare una croce al collo, perchè in contrasto con la filosofia …
Zenk-New-Atheism
Il "Nuovo Ateismo" in Germania
12 gennaio 2013

(di Davide Greco su www.nocristianofobia.org) L'articolo di Thomas Zenk del giugno del 2012, apparso sulla rivista "Approaching Religion", si rivela essere una fonte interessante per il dibattito sull'ateismo. Nello specifico tratta del cosiddetto "Nuovo Ateismo" in Germania, u…
kreuz.net
Oscurato "Kreuz.net", ora è "caccia alle streghe"
03 gennaio 2013

(di Mauro Faverzani) Chiunque oggi digitasse "Kreuz.net" su qualsiasi motore di ricerca, non approderebbe a nulla: il sito della nota agenzia d'informazione cattolica in lingua tedesca è stato oscurato, azzerato, cancellato. Da domenica 2 dicembre. Dopo otto anni di infaticabile…
cristianofobia
Croce-e-mondo-300x200
I "discorsi di odio": un reato per reprimere la libertà di espressione dei cristiani
10 dicembre 2012

(di Roberto de Mattei su nocristianofobia.org del 07-12-2012) La libertà di espressione si restringe sempre di più per i cristiani in Europa. Anche Paesi di antica tradizione cattolica hanno iniziato ad inserire nelle loro legislazioni un nuovo tipo di crimine, i "discorsi ispirati dal…
no-cristianofobia
È on-line il sito nocristianofobia.org
08 dicembre 2012

È on-line dall'8 dicembre il sito tematico nocristianofobia.org, che si propone di documentare ogni forma di aggressione al Cristianesimo, ai suoi princìpi, ai suoi uomini e alle sue istituzioni; di promuovere e sostenere tutte le iniziative pubbliche contro la cristianofobia e di c…
pignoramenti
In Francia siamo ai pignoramenti di Stato…
05 dicembre 2012

(di Mauro Faverzani) Adesso siamo ai pignoramenti di Stato: sempre più aggressiva ed esplicita in Occidente l'offensiva condotta contro la Chiesa. La notizia questa volta giunge dalla Francia ed è stata ripresa lo scorso 3 dicembre dall'edizione on-line del settimanale "L'Express…
05 dicembre 2012 - 09:11
In Francia siamo ai pignoramenti di Stato…

(di Mauro Faverzani) Adesso siamo ai pignoramenti di Stato: sempre più aggressiva ed esplicita in Occidente l'offensiva condotta contro la Chiesa. La notizia questa volta giunge dalla Francia ed è stata ripresa lo scorso 3 dicembre dall'edizione on-line del settimanale "L'Express": il Ministro per la Casa, Cécile Duflot, 37 anni, segretario generale dei Verdi, ha deciso di dar lezioni di solidarietà alla Chiesa a sue spese ovvero requisendo tutti gli alloggi vuoti di proprietà dell'Arcivescovado di Parigi, per metterli a disposizione dei senzatetto. Ha annunciato tale intenzione dalle colonne del giornale "Le Parisien", dichiarando d'aver per questo scritto una lettera all'Arcivescovado.

Il quale, in un comunicato congiunto sottoscritto anche dall'organizzazione "Soccorso Cattolico", nonché dalla Conferenza dei Religiosi e delle Religiose di Francia, ha tuttavia ricordato come la Chiesa non abbia atteso Cécile Duflot, per vivere concretamente la carità verso quanti si trovino in condizioni di bisogno: già da cinque anni, infatti, d'inverno, le porte di ben 26 Parrocchie della Diocesi di Parigi si spalancano ogni sera, per offrire vitto e alloggio a chi ne necessiti.

Purtroppo pare che la legge possa anche consentire al ministro Duflot, volendolo, di tentare il braccio di ferro ed attuare le proprie minacce: un'ordinanza del 1945 ammetterebbe il pignoramento di abitazioni vuote, tanto nel caso che i proprietari siano persone fisiche quanto nel caso che siano enti morali: «E la Chiesa fa parte degli enti morali… in tutti i sensi!», ha tuonato l'incontenibile Duflot su "Le Parisien". In Francia, secondo il rapporto 2012 della Fondazione "Abbé Pierre", sarebbero circa 133 mila i senzatetto e circa 3,6 milioni le persone con sistemazioni precarie. Mentre secondo l'Insee, Istituto Nazionale di Statistica e di Studi Economici, sarebbero 2,3 milioni gli alloggi sfitti. Ma da tale computo sarebbero escluse, per l'appunto, le proprietà ecclesiastiche. Non a caso, tuttavia, raramente tale norma di 67 anni fa è stata applicata: nel 1995 e nel 1996 Jacques Chirac, nella fase di transizione da Sindaco di Parigi a Presidente della Repubblica, mise le mani su circa 1.200 alloggi di proprietà di banche ed assicurazioni. Mai nessuno, nel corso della Quinta Repubblica, in Francia, ha osato requisire beni ecclesiastici. Inizierà il governo Hollande? (Mauro Faverzani)
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nigeria_strage_cristiani
Nigeria: tre chiese bruciate e dieci cristiani sgozzati
03 dicembre 2012

(Tempi del 03-12-2012) Ennesimo orrore contro i cristiani in Nigeria si è verificato ieri. Dieci persone sono state sgozzate a colpi di machete da presunti miliziani islamici che sono passati da casa a casa ieri sera, nel quartiere cristiano della cittadina di Chibok, in una zona remota … Nigeria: tre chiese bruciate e dieci cristiani sgozzati

(Tempi del 03-12-2012) Ennesimo orrore contro i cristiani in Nigeria si è verificato ieri. Dieci persone sono state sgozzate a colpi di machete da presunti miliziani islamici che sono passati da casa a casa ieri sera, nel quartiere cristiano della cittadina di Chibok, in una zona remota dello stato di Borno nel nord del Paese, area dove è forte la presenza della setta islamica Boko Haram. Lo ha riferito un responsabile delle autorità locali. «Gli assalitori sono arrivati verso le 21 scandendo lo slogan "Dio è grande", si sono recati nelle case da loro identificate in un quartiere a maggioranza cristiana e hanno massacrato dieci persone come agnelli sacrificali», ha raccontato la fonte.

Le abitazioni assaltate sono poi state date alle fiamme. «Presunti membri di Boko Haram – ha raccontato un testimone, Nuhu Clark – sono piombati nel villaggio di notte, hanno incendiato le case e hanno massacrato chi usciva cercando di sfuggire alle fiamme». Dieci sono i cadaveri che Clark ha detto di aver contato, la stessa cifra confermata dalle fonti ufficiali.

TRE CHIESE BRUCIATE. In precedenza, almeno due poliziotti erano stati uccisi nel corso di un attacco di presunti integralisti islamici che hanno dato alle fiamme tre chiese e alcuni posti di frontiera con il Camerun a Gamboru Ngala, nel nord della Nigeria. «Ho visto due corpi con le uniformi della polizia non lontano da un commissariato che è stato bruciato, uno era sul bordo della strada e l'altro era ancora seduto in un furgone della polizia», hanno riferito due abitanti. Non si sa se negli edifici religiosi vi fosse qualcuno. Poco dopo rinforzi di polizia sono arrivati da Maiduguri, roccaforte dei Boko Haram (140 chilometri di distanza), ed è cominciato con gli assalitori uno scontro a fuoco durato alcune ore. Stasera non ci sono più sparatorie ma Gamboru Nala è deserta: gli abitanti restano chiusi nelle case e molti uomini hanno abbandonato la città per paura di rappresaglie contro i civili da parte dei militari.

NON SOLO BOKO HARAM. Da quando gli integralisti islamici hanno lanciato, nel 2009, un'offensiva contro il governo, sono centinaia le persone uccise. La contrapposizione religiosa ha trovato terreno fertile in antichi contrasti interetnici ed economici, ma si sono anche formate bande di criminali che hanno come unico scopo la violenza, le rapine e gli stupri.
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moneta Cirillo e Metodio
Slovacchia dice "no" a rimozione simboli religiosi da moneta Cirillo e Metodio
29 novembre 2012
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(Sir Europa – Bratislava 27-11-2012) – Il non voler rappresentare i santi Cirillo e Metodio con i simboli religiosi che li caratterizzano è una mancanza di rispetto nei confronti degli abitanti della Slovacchia e dei valori cristiani. (altro…) Slovacchia dice "no" a ri…
il crocifisso nella sede della Misericordia
Il sindaco del Pd ai volontari della Misericordia:«Via il crocifisso dall'ufficio»
15 novembre 2012
(di Marco Gasperetti su Corriere della Sera del 15-11-2012) Il crocifisso va tolto dalla parete a «garanzia della laicità del locale che è pubblico e a uso civico» ordina il Comune di Rosignano Marittimo (centrosinistra, con sindaco del Pd) con tanto di documento ufficiale con timbri e…
15 novembre 2012 - 14:55
Il sindaco del Pd ai volontari della Misericordia:«Via il crocifisso dall'ufficio»

(di Marco Gasperetti su Corriere della Sera del 15-11-2012) Il crocifisso va tolto dalla parete a «garanzia della laicità del locale che è pubblico e a uso civico» ordina il Comune di Rosignano Marittimo (centrosinistra, con sindaco del Pd) con tanto di documento ufficiale con timbri e firme inviato al distaccamento della Misericordia di Castelnuovo, paesino sulle colline a pochi minuti di auto dalla godereccia Castiglioncello (quella del Sorpasso di Dino Risi e dei festival dedicati al cinema). Apriti cielo. L'antica e venerabilissima Confraternita della Misericordia, una potenza cattolica del volontariato e della protezione civile (tra le altre cose le Misericordie hanno ambulanze, gestiscono cimiteri, organizzano trasporto pazienti) legge il documento e inorridisce. «Il crocifisso? Non si tocca», avvertono all'unanimità i dirigenti e immediatamente avvertono dell'affronto il vescovo di Livorno, monsignor Simone Giusti e i vertici nazionali dell'associazione.

IL SINDACO – Ma il Comune di Rosignano, sindaco Alessandro Franchi (Pd) in testa, non arretra di un passo. E non solo non annulla la richiesta ma toglie le deleghe a un assessore ribelle dell'Idv che aveva concesso i locali all'associazione senza informare la giunta. «Il sindaco per tre volte mi aveva "consigliato" di non andare all'inaugurazione del nuovo distaccamento – racconta l'assessore "trombato" Luca Simoncini – ma io ho "disobbedito" agli ordini e mi sono presentato nella stanza dove era ancora appeso il crocifisso. Due giorni dopo sono stato cacciato».

IL VESCOVO – All'inaugurazione è arrivato anche il vescovo Giusti che ha benedetto i locali e lanciato un sorriso di approvazione verso il Cristo appeso alla parete. Insomma, quasi un «caso diplomatico», o forse più prosaicamente una storia postmoderna alla Peppone e don Camillo. Anche se dietro la storia pare si nascondano rivalità mai assopite tra la cattolica Misericordia e la laicissima Società volontaria di soccorso (Svs), da sempre un faro nella rossa Livorno. E che guarda caso nel centro civico ha una stanza accanto ai rivali cattolici. «Quella stanza era stata data in concessione alla Svs – conferma l'ex assessore – ma siccome non veniva utilizzata abbiamo deciso di accettare la richiesta della Misericordia. So per certo che dopo questa scelta alcuni alti dirigenti della Svs hanno telefonato arrabbiatissimi al sindaco. Che poi si è infuriato con me». Il sindaco Alessandro Franchi smentisce l'ex assessore: «Non ho ricevuto alcuna telefonata e comunque non sarebbe servita a niente – spiega -. Le deleghe all'assessore sono state tolte perché la stanza è stata data arbitrariamente in concessione senza informare la giunta. E questo è solo l'ultimo errore che ha commesso Simoncini durante il suo mandato. Il suggerimento di togliere il crocifisso è stato deciso solo per ottemperare al nostro regolamento che vieta nei centri civici, che sono utilizzati da più soggetti e associazioni, di apporre simboli di ogni genere. Comunque nessuno toglierà il crocifisso in quella stanza e questo Comune, che resta laico, continua a mantenere ottimi rapporti con i rappresentanti di tutte le religioni».

IL CROCIFISSO RESTA - Dunque il crocifisso resta appeso, nonostante il regolamento e la lettera del Comune. «Noi non abbiamo nessuna intenzione di toglierlo – conferma il responsabile della Misericordia di Castelnuovo, Andrea Filippi – perché è un simbolo della nostra cultura, non offende nessuno e non accettiamo diktat sulla libertà di professare il nostro credo religioso. Infine il crocifisso è il simbolo del cristianesimo che, se non sbaglio, unisce idealmente non solo l'Italia ma tutta la nostra Europa». Sulla vicenda il consigliere di «Più Toscana», Gian Luca Lazzeri, ha presentato un'interrogazione alla giunta regionale nella quale si parla di un grave atto che riporta alla memoria odiosi sentimenti anti clericali.
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Christianophobia di Shortt uscito per Random House
I nuovi martiri
13 novembre 2012

(di Giulio Meotti su Il Foglio del 12-11-2012
13 novembre 2012 - 16:06
I nuovi martiri

(di Giulio Meotti su Il Foglio del 12-11-2012) "Immaginate la furia indescrivibile che scoppierebbe nel mondo islamico se un governo cristiano a Khartoum fosse responsabile della morte di centinaia di migliaia di musulmani negli ultimi trent'anni. O se terroristi cristiani lanciassero delle bombe sulle moschee in Iraq. O se ragazze musulmane in Indonesia venissero rapite e decapitate sulla strada per andare a scuola, a causa della loro fede. Questi orrori sono impensabili, ovviamente. Ma sono capitati al contrario, con i cristiani vittime dell'aggressione islamista".

Una denuncia che non ti aspetteresti da chi ha ricevuto "il massimo onore al quale si possa aspirare nel campo della critica letteraria", come Thomas Stearns Eliot aveva definito il fatto di figurare fra i collaboratori del Times Literary Supplement, la rivista inglese in cui sono apparsi via via autori del calibro di Henry James, Edmund White, Aldous Huxley e George Orwell. Eppure Rupert Shortt fa parte di questa piccola cupola di eccelsi, in quanto figura fra i managing editor della celebre rivista.

Della "Christianophobia" parla il nuovo libro di Shortt uscito per Random House. Si tratta di un viaggio globale dentro alla persecuzione dei cristiani, "una fede sotto attacco". Un saggio in dieci capitoli che ci porta fra i cristiani del Maghreb, dell'Africa subsahariana e del medio oriente, dove sono perseguitati, muoiono o scompaiono in una lenta emorragia. Vittime appunto della "cristianofobia".

Shortt è andato a Jos, in Nigeria, gigantesco patchwork di religioni che ha preso fuoco da un anno; a Karachi, nel profondo Pakistan; fra le chiese protestanti della "moderata" Indonesia, ma anche nell'Orissa indiano e in Cina, dove la repressione contro il cristianesimo, da feroce che era, negli anni si è fatta più dissimulata (ogni tanto il regime decide che la legge ateistica è ancora in vigore e qualcuno ci rimette la vita, a cominciare dagli anziani sacerdoti, che a decine periscono e languono nelle prigioni di stato). E poi ancora in Egitto, dove i copti subiscono discriminazioni, minacce e aggressioni collettive e da quando è scoppiata la "primavera araba" sono scesi in trincea; in Siria, dove nella città di Rable, culla del cristianesimo paolino, terroristi hanno appena distrutto il santuario del profeta Elia; in Algeria, dove i cristiani sono costretti a subire discriminazioni continue. La situazione più drammatica è quella dell'Iraq, dove i cristiani sono vittime di estorsioni, rapimenti, torture e omicidi. Le chiese sono incendiate; molti sacerdoti, persino il vescovo caldeo di Mossul, monsignor Paulos Faraj Rahho, sono stati assassinati.

Il medio oriente convive con la distruzione di popoli a partire dall'VIII secolo, ha spiegato l'armeno Herman Vahramian, scomparso nel 2009. La rassegnazione allo sterminio di massa è palpabile nella regione con un immaginario collettivo segnato dalle fila di crani umani innalzate dal feroce Tamerlano sul suo impero: "Col soccorso della memoria storica il modus vivendi dei variegati popoli mediorientali di oggi è diventato l'attesa di essere in qualche modo vittima di genocidio". Eppure il libro di Shortt, che non grida allo "scontro di civiltà" ma spezza la sindrome del silenzio su queste masse di assassinati ed esiliati, si apre su uno scenario ancora tutto da decifrare: un medio oriente senza cristiani.

"C'è il rischio altissimo che le chiese scompaiano dalle terre bibliche", scrive Shortt. I numeri sono impressionanti, un verdetto. I cristiani erano il 95 per cento della popolazione mediorientale nel Settimo secolo, il venti per cento nel 1945, il sei per cento oggi e si prevede che nel 2020 si dimezzeranno ancora. "Ci saranno ancora dei cristiani in medio oriente nel Terzo millennio?", si chiedeva il diplomatico francese Jean-Pierre Valognes nel libro "Vie et mort des chrétiens d'Orient", pubblicato nel 1994. No, secondo Shortt.

Dalla Seconda guerra mondiale a oggi, dieci milioni di cristiani hanno preso la via dell'esilio dal mondo arabo-islamico. "La cristianità in Iraq può essere sradicata durante questa generazione", ha detto di recente Leonard Leo, a capo della commissione statunitense sulla libertà religiosa. Novecentomila cristiani hanno già lasciato l'Iraq dal 2003, stando a uno studio del Minority Rights Group International. Benjamin Sleiman, arcivescovo di Baghdad, ha predetto "l'estinzione della cristianità dal medio oriente". E pensare che la tradizione vuole che sia stato l'apostolo Tommaso a portare il cristianesimo in Iraq durante uno dei suoi viaggi verso la Persia nel I secolo.

La tanto decantata eterogeneità mediorientale si sta riducendo alla monotonia di una sola religione, l'islam, e a una manciata di idiomi e sparute comunità cristiane. Un rapporto del dipartimento di stato americano conferma l'analisi di Shortt. In Turchia da due milioni di cristiani si è passati agli attuali 85 mila, lo 0, 2 per cento della popolazione. In Libano, il paese arabo dove i cristiani maroniti per decenni hanno avuto il comando della nazione, si è passati dal 55 per cento della popolazione al trenta. In Egitto la popolazione cristiana si è sempre attestata sul venti per cento del totale: oggi è scesa sotto il dieci. Erano il diciotto per cento in Giordania, ma oggi sono il due per cento. In Siria le comunità cristiane rappresentavano un quarto della popolazione ma oggi sono scese al cinque per cento, cifre che si stanno sempre più dimezzando a causa della guerra civile in corso (il patriarca russo Kirill I ha appena evocato niente meno che la Rivoluzione bolscevica del 1917, con le sue sterminate "carcasse di chiese", per spiegare il futuro del patriarcato di Antiochia).

In Iran è in corso "la fase più oscurantista dei rapporti fra cristianesimo e Rivoluzione islamica", da quando nel 1979 l'ayatollah Khomeini chiese la chiusura delle scuole cattoliche e concesse a tutti i sacerdoti un mese di tempo per lasciare il paese. Considerati "amici dello scià" e "classe sociale d'élite", i cristiani sono stati arrestati a centinaia e gettati in carcere. Cristiani, cioè "impuri" perché non musulmani, a proposito dei quali Khomeini (il cui volto campeggia sul frontespizio del Ketob-e Ta'limate Dini, il manuale di religione usato dalle minoranze), metteva in guardia gli iraniani con suggerimenti del tipo "non toccate i loro oggetti" e "non mangiate con loro".

Secondo l'organizzazione non profit americana Open Doors, che ogni anno stila una preziosa World Watch List, il secondo paese classificato come più pericoloso per i cristiani dopo la Corea del nord è proprio l'Iran. Tanti i pastori assassinati, di cui Shortt rende conto. Il primo fu nel 1979 Arastoo Sayyah, un anglicano a cui fu tagliata la gola. Nel 1980 fu la volta di Bahram Deghani-Tafti, a cui spararono. Hossein Soodman venne ucciso nel 1990, Mehdi Dibaj nel 1994, il pastore Haik Hovsepian venne ucciso e sepolto in una fossa comune con un musulmano convertito al cristianesimo e Mohammad Bagheri Yousefi fu trovato impiccato a un albero nel 1996. Da allora numerosi cristiani sono stati arrestati e condannati a morte per attività legate al proselitismo, ma mai giustiziati. Molte chiese oggi sono state chiuse, decine di giovani iraniani, gran parte convertiti dall'islam, sono stati imprigionati e torturati, così come molti pastori sono finiti sotto stretta sorveglianza.

Corea del nord e Laos sono tirannie comuniste e ateistiche in cui l'anticristianesimo è dogma di stato. A Pyongyang, da quando si è instaurato il regime nel 1953, sono scomparsi 300 mila cristiani e adesso si stima che vi siano 70 mila cristiani che soffrono nei terribili campi-prigione a causa della loro fede. L'Afghanistan è al secondo posto essendo un paese dove non esistono ufficialmente chiese (soltanto cappelle private dentro alle ambasciate). Segue l'Arabia Saudita, custode della Mecca e di Medina, che vieta ufficialmente ogni culto non islamico e di cristiani si parla ufficialmente soltanto nelle ambasciate.

"Si tratta di un genocidio in corso che meriterebbe un allarme globale", aveva scritto di recente sulla copertina di Newsweek Ayaan Hirsi Ali. Negli ultimi dieci anni la guerra di religione ha fatto duemila morti soltanto nello stato nigeriano del Plateau, tredicimila in tutta la Nigeria. "Cifre ottimistiche", dicono le organizzazioni umanitarie che parlano di eccidi ben peggiori. L'obiettivo delle stragi è cambiare la geografia religiosa del continente africano. Dal 2001 nello stato di Kano sono morte più di 10 mila persone, quasi tutte cristiane. Trecento chiese e proprietà sono andate distrutte. Gli sfollati non si contano. Dal 2009 a ora almeno cinquanta chiese sono state distrutte e dieci pastori sono stati uccisi dalla Boko Haram.

In Pakistan Asia Bibi, in carcere da due anni con una condanna a morte, è il simbolo più noto della guerra ai cristiani, strangolati nel grande paese asiatico di retaggio britannico sotto il tallone della legge sulla blasfemia. Molti cadono crivellati dai proiettili dei terroristi, come l'unico ministro cristiano, Shahbaz Bhatti ("questa è la fine del bestemmiatore", recita il volantino rinvenuto sul suo corpo). Un assassinio, racconta Shortt, preceduto da quello del governatore del Punjab, il musulmano liberale Salmaan Taseer, ucciso da una delle sue guardie del corpo per essersi espresso anche lui contro la legge sulla blasfemia.

La cronaca nera di questa strage è lunghissima. Il 18 novembre 1998 nove cattolici vengono sgozzati a Noushera. Nel novembre 2001 quindici fedeli uccisi nella chiesa di San Domenico a Bahawalpur. L'immagine di quei corpi avvolti in sudari bianchi fece il giro del mondo. Il 9 agosto 2002, tre infermiere sono massacrate nella chiesa dell'ospedale cristiano di Islamabad. Il 25 settembre 2002, sette dipendenti di una organizzazione di carità di Karachi sono rapiti, legati, imbavagliati e uccisi con un colpo di pistola alla nuca. Nella notte di Natale del 2002, tre ragazze sono maciullate all'interno della chiesa protestante di Chuyyanwali e il 5 luglio 2003 un sacerdote cattolico viene assassinato nella parrocchia di Okara. Fra le molte persone uccise a causa di questa legge c'è un altro Bhatti, il giudice islamico Arif Iqbal Bhatti, che avendo prosciolto due cristiani falsamente accusati di blasfemia venne assassinato da fanatici islamici nel 1996. I due cristiani vennero bruciati vivi davanti all'Alta corte di Lahore dove affrontavano il processo per blasfemia. Naimat Ahmer, insegnante, poeta e scrittore, è stato ucciso sempre con l'accusa di blasfemia.

Nel Sudan la cristianofobia assume forme molto diverse. Da decenni il governo autoritario dei musulmani sunniti nel nord tormenta le minoranze cristiane e animiste che vivono nel sud. Quella che è spesso stata definita una "guerra civile" altro non era in realtà che il tentativo del governo sudanese di annientare le minoranze religiose. La persecuzione è culminata nel genocidio del Darfur, che ha avuto inizio nel 2003. Nel Kordofan meridionale, i cristiani subiscono tuttora bombardamenti aerei, omicidi mirati, il rapimento dei loro bambini e altre atrocità.

Da essere il venti per cento nei Territori palestinesi, con epicentri Betlemme e Qalkilya, oggi i cristiani sono appena lo 0, 8 per cento del totale. Con l'avvento dell'Autorità nazionale palestinese nel 1994 si è registrata la fuga di tre quarti dei cristiani. "Le sempre più piccole comunità cristiane che vivono nei territori di Cisgiordania e Gaza sono probabilmente destinate a dileguarsi del tutto nei prossimi quindici anni a causa di crescenti angherie e sopraffazioni da parte musulmana", ha scritto Justus Reid Weiner, avvocato specializzato in diritti umani al Jerusalem Center for Public Affairs.

I cristiani stanno scomparendo vittime di matrimoni forzati, conversioni, percosse, furti di terreni, bombe incendiarie, boicottaggio commerciale, torture, rapimenti, molestie ed estorsioni. L'ultima vittima è stata la chiesa Battista di Betlemme, che l'Autorità palestinese ha appena dichiarato "illegittima", dal momento che il suo messaggio di riconciliazione che viene dagli Stati Uniti sfida la propaganda d'odio.

In Turchia la persecuzione anticristiana, che c'è sempre stata, ha assunto oggi il volto di una sistematica intolleranza, con la mancanza di seminari, il divieto per gli stranieri di diventare sacerdoti e la discriminazione spicciola che rende difficile trovare un lavoro, una casa, ottenere un documento. Come ha spiegato Joseph Alichoran, uno dei maggiori specialisti di storia dei cristiani d'oriente, "la maggior parte dei cristiani di Turchia ha subito un genocidio tra il 1896 e il 1923, e tra quelli che non sono morti la maggioranza ha scelto l'esilio piuttosto che restare in un paese negazionista". I cristiani turchi sono dei "sopravvissuti". Ne è un simbolo la borgata di Idil, un tempo completamente cristiana, oggi ridotta a una città fantasma.

L'esilio, l'alienazione e l'estraneità di questi cristiani d'oriente, pegno della più antica memoria cristiana del mondo, è rappresentato dal funerale dei tre cristiani assassinati a Malatya, in Turchia, un tedesco e due turchi, legati, incaprettati e sgozzati dagli islamisti nel 2007 soltanto perché stampavano delle Bibbie. Il funerale si è svolto nella chiesa Battista di Buca, nell'indifferenza totale della popolazione. I musulmani presenti erano solo i giornalisti e i delegati del sindaco. Dopo due ore di rito, i feretri sono stati trasportati al cimitero di Karalabas, inumati fra canti e sermoni all'ombra di due cipressi. Al posto della lapide un grande cuore rosso di metallo con sopra dipinte le parole "Yamasak Mesihtir Ölmekse Kazanç", tratte da san Paolo: "Per me vivere è Cristo, e morire un guadagno". Triste epitaffio alle ultime comunità che parlano la lingua di Gesù.
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Cristiada: l'epopea del film fantasma
12 novembre 2012
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(di Isacco Tacconi su Campariedemaistre del 12-11-2012) Ieri pomeriggio (dopo il successo delle giornate di mercoledì 7 e giovedì 8 novembre), presso i locali della Fondazione Lepanto, è stato proiettato "Cristiada", film che racconta in poco più di due ore l'epopea dei C…
"Il segno della croce è vietato" Polemica nell'asilo in Trentino
"Il segno della croce è vietato" Polemica nell'asilo in Trentino
31 ottobre 2012
http://www.corrispondenzaromana.it/tag/cristianofobia-2/page/5/
(su La Stampa del 27-10-2012)
31 ottobre 2012 - 15:09
"Il segno della croce è vietato" Polemica nell'asilo in Trentino

(su La Stampa del 27-10-2012) È polemica in Trentino dopo il divieto rivolto ai bambini di una scuola dell'infanzia di fare il segno della croce e recitare la preghiera prima del pranzo. La vicenda ha origine dalla decisione presa dalla coordinatrice pedagogica della scuola dell'infanzia di Frassilongo, paese di una valle del Trentino abitata dalla minoranza linguistica mochena.

La motivazione è di ispirazione laica, nessuna manifestazione di fede religiosa deve trovare spazio in una scuola pubblica. Che sia il segno della croce o qualsiasi tipo di preghiera, dice la coordinatrice. Il diktat però non è piaciuto ai genitori che si sono rivolti ai sindaci della zona e al parroco della valle. «Non credo che si faccia alcun male se i piccoli si fanno un segno di croce», afferma il sindaco di Fierozzo, Luca Moltrer. «Sono dispiaciuto per questo tipo di incomprensioni – aggiunge – fra l'altro non è capitato mai, finora, che in quell'asilo ci fossero bimbi di altre religioni. Quindi penso che sia importante per loro, oltre al gioco e alle attività che fa crescere le loro conoscenze, ricevere un insegnamento relativo alla fede cristiana, alla base della cultura mochena».

Il sindaco è deciso a cercare una mediazione con il personale della scuola materna. Un'azione che vuole anche tentare il sindaco di Frassilongo, paese dove ha sede la scuola materna, Bruno Groff. Ad arrivare ad una mediazione si dice pronto anche il parroco di valle don Daniele Laghi: «Tutti sono concordi nel ritenere che non era il caso di togliere questo riferimento cristiano, ben radicato nella gente della valle».

La vicenda intanto è approdata anche ai massimi livelli del governo provinciale. Il presidente Lorenzo Dellai parla di «notizia che ha dell'incredibile. Voglio sperare che si tratti di uno scherzo di carnevale fuori tempo», dice. «Per quanto riguarda la Provincia è del tutto naturale che i bambini delle nostre scuole materne adottino comportamenti coerenti con la fede religiosa delle proprie famiglie e con l'identità religiosa che costituisce parte fondamentale della nostra costituzione materiale», aggiunge il presidente della Provincia autonoma di Trento, reduce dal Festival della famiglia di Riva del Garda
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Kreuz ist trumpf
La croce che fa litigare la Svizzera e i musulmani. Grandi marchi cedono
22 ottobre 2012. La croce che fa litigare la Svizzera e i musulmani. Grandi marchi cedono

(di Giulio Meotti su il Foglio del 20-10-2012) "Kreuz ist trumpf". La croce è un trionfo. Con questa campagna pubblicitaria Swiss Air ha risposto alle organizzazioni islamiche che avevano chiesto di rimuovere dai voli di linea la bandiera svizzera con la croce. Gruppi di musulmani stanno protestando, sia su internet che sui media nazionali, in quanto la pubblicità sarebbe un "attacco all'islam", al pari del film su Maometto.
Una portavoce della compagnia, Myriam Ziesack, si è scusata perché la pubblicità sia apparsa a ridosso del video anti islamico "The innocence of Muslims". La pressione degli investitori e di gruppi musulmani in Svizzera ha già fatto sì che grandi compagnie simbolo del paese, come Swatch, Tissot e Victorinox, abbiano eliminato la croce della bandiera da molte pubblicità, specie nei paesi arabi e asiatici.

In molti casi la croce su sfondo rosso, segno d'identità dei cantoni svizzeri, è stata sostituita dalla scritta "Swiss Made". La Victorinox, celebre azienda produttrice di coltelli, ha sostituito la croce con la lettera "V". La Swatch si è giustificata dicendo che "nei paesi musulmani non è consentito mostrare la croce in pubblico". Autocensura dunque. E' anche iniziata una campagna per cancellare la croce della bandiera, specie dopo la messa al bando dei minareti. "Quel simbolo offende il multiculturalismo", ha detto Ivica Petrusic, presidente di un gruppo di pressione di stranieri di seconda generazione.
Propone una bandiera verde, rossa e gialla della Repubblica elvetica del 1799, per "una Svizzera più progressista e aperta". Nel paese reduce dalla recente battaglia e messa al bando dei minareti, succede anche che a Roggwil, nella regione svizzera tedesca, la commissione scolastica abbia vietato agli studenti di indossare "gadget provocatori", come la croce bianca su sfondo rosso. Qualcosa di simile è successo in Inghilterra, dove la croce di San Giorgio è scomparsa da alcuni gate di Heathrow o dai taxi di Blackpool e Cheltenham.
Alcuni mesi fa il Real Madrid per ottenere l'appalto di lavori in un lussuoso resort a Ras al Khaimah, negli Emirati Arabi, ha eliminato dallo stemma della società la piccola croce che sovrastava la corona. Anche il Barcellona, per una finale di calcio ad Abu Dhabi, ha tolto dallo scudo la croce di Sant Jordi. Due settimane fa la Corte europea dei diritti umani ha rigettato le istanze presentate in Inghilterra da Nadia Evedia, licenziata dal banco del check-in dove lavorava perché portava la croce al collo (lo stesso è accaduto all'infermiera
Shirley Chaplin).

Londra non solo si è schierata dalla parte dei datori di lavoro, ma a Strasburgo si è spinta oltre, discriminando la libertà di alcune confessioni. Sul caso delle due donne licenziate perché portavano la croce al collo, il governo inglese ha detto che a rimetterci doveva essere la religione cristiana in virtù del suo carattere liberale, mentre quella islamica deve essere rispettata per via delle norme che vincolano i fedeli. Insomma, le croci si possono vietare, il velo o il turbante no. (Giulio Meotti)
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(di Giulio Meotti su il Foglio del 20-10-2012) "Kreuz ist trumpf". La croce è un trionfo. Con questa campagna pubblicitaria Swiss Air ha risposto alle organizzazioni islamiche che avevano chiesto di rimuovere dai voli di linea la bandiera svizzera con la croce. Gruppi di musulmani sta…
cristianofobia
249468[1]-1-3. Bollino rosso per ghettizzare i cattolici
12 ottobre 2012. 12 ottobre 2012 - 08:32
Bollino rosso per ghettizzare i cattolici
(di Caterina Maniaci su Libero del 06-10-2012) Sulla rivista della catena «Acqua e Sapone» un articolo sull'aldilà, con l'avvertenza: ha forti contenuti a sfondo cristiano. «Avviso: per chi non li desidera questa intervista ha forti contenuti a sfondo cattolico». Quando abbiamo letto questa frase, su sfondo rosso, come i bollini che in tivù segnalano i programmi e i film per adulti, abbiamo fatto un salto sulla sedia, al bar, dove stavamo placidamente consumando brioche e cappuccino.

Pareva uno scherzo, o una potente svista. Invece no, tutto vero. L'avviso è stato
collocato a tutta pagina in un mensile a capillare distribuzione in tutta Italia, «Acqua&Sapone», legato all'omonima catena di negozi, presente sul mercato dal
1992, con una rete di 700 negozi distribuiti su tutto il territorio nazionale grazie alla specializzazione del settore dei prodotti di igiene e di bellezza.

Il mensile viene distribuito nei bar, nei negozi, qualche volta nelle metropolitane, si trova anche online. Si tratta di un periodico bello corposo, con molte rubriche, molte foto, molte interviste. Ed è proprio un'intervista quella a cui si è apposto l'avviso, in cui la dentista colombiana Gloria Costanza Polo Ortiz, racconta la sua esperienza straordinaria: colpita da un fulmine era morta a tutti gli effetti, ma poi è tornata in vita,completamente cambiata.

Da abortista ed edonista è diventata paladina della vita e fervente cattolica, anche perché, secondo il suo racconto, avrebbe fatto esperienza dell'aldilà, constatando la realtà di una vita ultraterrena, un mondo confermato nella sua tradizionale ripartizione di Paradiso, Purgatorio e Inferno. Il contenuto «pericoloso», da cui essere messi in guardia, è segnalato dal titolo: «Il bacio di Dio». Sottotitolo: «Sono stata nell'aldilà, ho visto l'amore eterno».

A chi potrebbe far maleuna simile lettura? Agli atei, ai laici, ai musulmani, agli ebrei, ai buddisti, alle donne incinte, ai minoridi 18 anni, ai portatori di pacemaker? Non è il caso di parlare proprio di cristianofobia, anche perché allora non si capisce perché la rivista abbia deciso di dedicare tanto spazio ad un argomento di «forte contenuto cattolico».

Si tratta, invece, della degenerazione del politically correct che, com'è noto, genera mostri, o quantomeno stupidaggini, del "rispetto della laicità" oltre ogni limite. Non risultano precedenti come questa striscia rossa. Ma giornali e tivù grondano politically correct da mane a sera. Certo è giusto e corretto far vedere, in varie fiction, ragazzi che baciano ragazzi, come avviene ad esempio nella fiction Una grande
famiglia, in onda su Raiuno la scorsa stagione, tanto che ormai non c'è fiction che si rispetti che non preveda una storia d'amore omosessuale.

In queste stesse produzioni, mandate in onda in prima serata, si abbonda con le scene di sesso, insistite o ridicole, comunque del tutto inutili ai fini della storia. Ma ai bambini è giusto far conoscere «le cose della vita» in maniera diretta e tollerante. Sarà anche per questo che, invece, un film come Bella, diretto dal regista messicano Alejandro Gomez Monteverde, che descrive la storia di una donna che rifiuta l'aborto, non è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane e non è stato mai programmato in televisione.

Quest'ossessione dilaga comunque anche nella vita oltre il piccolo e il grande schermo, e oltre le pagine dei giornali. Quest'estate a Dorno, provincia di Pavia, un signora di 56 anni è stata multata di ben cento euro per essersi seduta sull'altalena, una di quelle a due posti, per fare giocare un bambino. Un raro esempio di inciviltà e diseducativo per il piccolo. Nils Pickert, un buon padre tedesco, cha iniziato a indossare la gonna, una gonna rossa con l'elastico che gli arriva fino sotto al ginocchio. Perché? Il figlio di cinque anni preferisce mettere abiti femminili anzichè i pantaloni. Allora, il perfetto padre tedesco, per non far sentire in imbarazzo il piccino, dato che loro vivono in una bigotta cittadina tedesca (molto cattolica, si è preoccupato di precisare Pickert), ha deciso seduta stante di andare in giro con la gonna.

Così il piccolo ha finito per sentirsi tanto a proprio agio e rassicurato che sembra abbia cominciato a mettersi lo smalto. E' lecito attendersi che il padre saprà essere all'altezza anche in questo caso.
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(di Caterina Maniaci su Libero del 06-10-2012) Sulla rivista della catena «Acqua e Sapone» un articolo sull'aldilà, con l'avvertenza: ha forti contenuti a sfondo cristiano. «Avviso: per chi non li desidera questa intervista ha forti contenuti a sfondo cattolico». Quando abbiamo le…
magdi cristiano allam
Magdi Cristiano Allam: "Il relativismo religioso, annidatosi nella Chiesa, legittima l'islam"
08 ottobre 2012

(di Mauro Faverzani) Sta percorrendo le piazze di tutta Italia per parlare di cristianofobia. Anzi, di "nuova" cristianofobia: è' l'on. Magdi Cristiano Allam, 61 anni, da 5 convertitosi dall'islam alla fede cattolica, eurodeputato e presidente del movimento "Io amo…
martirio bianco
L'epoca del "martirio bianco"
19 settembre 2012

(di Cristina Siccardi) Lo spettacolo blasfemo di Romeo Castellucci e il bestemmiante film del regista Ulrich Seidl, proiettato nell'ultima edizione del Festival del Cinema di Venezia, non sono altro che il prodotto di una società completamente laicizzata, che divora e rigetta continuame…
nascondi la croce
Gran Bretagna: Nascondi la croce
05 settembre 2012

(di Leone Grotti su Tempi del 04-09-2012) La Corte europea dei diritti dell'uomo comincia oggi ad esaminare il caso di quattro cittadini britannici che hanno fatto ricorso contro lo Stato perché discriminati per la loro religione cristiana sul posto di lavoro. (altro…) Gran Breta…
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islam, Il martirio in Pakistan di Suneel Masih, 30 agosto 2012
30 agosto 2012 - 08:23
Il martirio in Pakistan di Suneel Masih
(di Cristina Siccardi) Si chiamava Suneel Masih e aveva 14 anni. È stato assassinato in Pakistan per la sua Fede in Cristo. Era orfano, viveva a Faisalabad con i suoi parenti e frequentava la quinta classe. Il 19 agosto si era recato in un negozio del Liberty Market per acquistare una maglietta e poi non è più rientrato a casa… Due giorni dopo, gli agenti della polizia, durante le ricerche del ragazzo, hanno rinvenuto in un'area industriale isolata un cadavere orribilmente mutilato. Era lui.
Un ufficiale della polizia, interpellato dall'organo di informazione "AsiaNews", ha così commentato la tragedia: «è la prima volta che mi trovo al cospetto di un simile assassinio». Non riusciamo a narrare ciò che hanno fatto al povero Suneel, basti dire che sarebbe accaduto lo stesso scempio se il giovane cristiano fosse stato introdotto in un'arena di belve feroci, come facevano i persecutori dei primi cristiani. Per le vie di Faisalabad si implora giustizia, ma la polizia pakistana non ha nemmeno aperto un'inchiesta ufficiale. Fiumi di sangue sono stati versati nei primi secoli, ancora tempeste di sangue nel XX secolo sotto la tirannia comunista, quando la Chiesa si illuse che con il "dialogo", ovvero silenziando gli errori e le menzogne, fosse possibile il rispetto reciproco. Ed oggi, nell'era della "libertà religiosa", sono in tanti coloro che nel mondo vengono perseguitati e uccisi.
Secondo il Cristianesimo, i martiri (dal greco μάρτυς, "testimone") sono quei fedeli che per diffondere il messaggio evangelico sono incorsi in pene e torture, fino alla pena capitale, sull'esempio del sacrificio di Cristo. La figura del martire è antitetica a quella dell'apostata, di colui cioè che tradisce la Fede nel Vangelo. Oggi l'apostasia è diffusa sia nel clero che tra i fedeli: si pensa di credere in Cristo, spesso si ha realmente un sentimento religioso, ma la vita condotta e gli insegnamenti impartiti ne sono antitetici. La dottrina e le sue conseguenze, in molti ambienti, sono state cancellate.

Dal concetto di martire, in epoca successiva alle persecuzioni, si è evoluto il concetto di santo. Ancora adesso l'elenco di tutti i santi canonizzati è detto martirologio. Per un cristiano autentico il martirio è una eventualità da considerare all'interno della propria Fede. Per i primi cristiani dare la propria vita per Cristo era l'unico modo possibile per contraccambiare il Salvatore degli uomini, che aveva offerto sull'altare del Calvario tutto il suo dolore, fino al martirio.

Sant'Ignazio di Antiochia arriva ad implorare gli altri cristiani a non intercedere presso l'imperatore per salvargli l'esistenza. In molte passio il martire va spontaneamente al sacrificio anche avendo la possibilità di evitarlo. Con il termine delle persecuzioni, la ricerca del martirio come dimostrazione di Fede tende a diminuire, sostituita dalla ricerca della santità. Ancora di san Martino (IV secolo), primo non martire ad essere considerato santo, si dice, nell'Ufficio composto per la sua festa: «anima beata, se la spada non ti ha colpito non hai perso la gloria del martirio», quasi a scusare il fatto che non abbia subito la pena del supplizio.

Nel Concilio Vaticano II si è spostato il baricentro: dalla tolleranza religiosa si è passati alla libertà religiosa con il risultato pratico che la Cristianità è continuamente minacciata, mentre le altre religioni propagano le loro idee come meglio credono, con orgoglio e disinvoltura. Oggi siamo costretti persino ad udire vescovi "cattolici" che salutano l'arrivo e la fine del Ramadan… a tanto siamo arrivati. La libertà religiosa è un evidente prodotto-trappola, sorto da quel liberalismo, dalla maschera buonista, che ha seminato micidiali errori fra i cattolici.

Valgano per il nostro fratello in Cristo, il battezzato Suneel Masihle, queste affermazioni: «non vi meravigliate, fratelli, se il mondo vi odia. Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida possiede in se stesso la vita eterna. Da questo abbiamo conosciuto l'amore: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. (…). Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità» (1Gv. 3, 13-18). (Cristina Siccardi)
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Hamburg. In Germania interi quartieri senza chiese
24 agosto 2012

(di Mauro Faverzani) In Germania la scristianizzazione passa attraverso l'architettura: a lanciare l'allarme, è il sito d'informazione cattolico "Kreuz.net", che nell'edizione on line del 18 agosto evidenzia con preoccupazione come nei nuovi quartieri tedeschi …
A Ravenna in scena spettacolo blasfemo
A Ravenna in scena spettacolo blasfemo
08 agosto 2012
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(di Federico Catani) La blasfemia sembra non fare più notizia. Il mondo dei credenti appare piuttosto rassegnato e indifferente di fronte a spettacoli che infangano il cattolicesimo. È il caso di Sancta Susanna, pièce teatrale andata in scena tra il 6 e il 7 luglio al Ravenna Festival e…
bandiera della Tunisia
Nuovo progetto di legge "anti-blasfemia" in Tunisia
07 agosto 2012
http://www.corrispondenzaromana.it/tag/cristianofobia-2/page/5/
(di Mauro Faverzani) Mentre l'Occidente discetta e bofonchia, ma nulla fa in concreto nella lotta alla cristianofobia, prosegue l'offensiva giuridica, culturale e confessionale dell'Islam nei Paesi africani ritenuti più moderati, quelli cioè ove ancora a dettar legge non siano gli …
UNAR
Cristianofobia: le campagne antidiscriminazione
04 maggio 2012

(di Alfredo De Matteo) L'Unar (l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri) ha finanziato, attraverso il Fondo Sociale Europeo, un progetto contro la discriminazione che prevede la realizzazione di una "sit com" con la messa in scena…
L'orgoglio della croce
19 aprile 2012. Cristianofobia: le campagne antidiscriminazione

(di Alfredo De Matteo) L'Unar (l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri) ha finanziato, attraverso il Fondo Sociale Europeo, un progetto contro la discriminazione che prevede la realizzazione di una "sit com" con la messa in scena in chiave ironica di una serie di avventure vissute in un condominio da diversi personaggi vittime di atti discriminatori.

La serie si compone di cinque brevi puntate in cui si susseguono le storie degli anziani Ada ed Egidio, dei musulmani Aisha e Youssuf, delle sorelle cinesi Memei e Li, dei fidanzati sulla sedia a rotelle Benedetta e Tommaso ed infine dalla coppia gay Michele e Raffaele. La commedia, che ha come titolo: "Vicini. Il mondo comincia dalla porta accanto.", vuole mettere in evidenza il carattere nocivo del pregiudizio tanto che "le vittime della discriminazione diventano a loro volta portatori di stereotipi su altri vicini, sottolineando come i pregiudizi siano assai più diffusi e striscianti di quanto sembri e che nessuno se ne può considerare totalmente immune" (www.unar.it).

La lotta senza quartiere mossa dall'establishment politico e culturale contro la discriminazione sembra non conoscere pause e non lesinare risorse, malgrado una preoccupante crisi economica stia colpendo l'intero continente europeo.

Cosa c'è alla base di tanta determinazione nel voler debellare un'attitudine insita nella natura umana, ossia la capacità di distinguere il bene dal male, il giusto dall'ingiusto, il vero dal falso? Evidentemente, l'inoculazione in dosi massicce nel tessuto sociale del virus relativista mira ad orientare le coscienze, soprattutto dei giovani, e a formare una società dove non vi sia più posto per una visione cristiana della vita ma dove ogni atto o comportamento amorale acquisisca pieno diritto di cittadinanza.

Tuttavia, il vero obiettivo di tali campagne contro i pregiudizi è mascherato da una falsa e strumentale retorica buonista e filantropica: nelle cinque puntate della "sit com" prodotta dall'Unar vengono rappresentate diverse denunce di discriminazione, alcune delle quali sembrano giuste e condivisibili mentre altre, come quella della coppia omosessuale, contengono i germi dell'ideologia anticristiana. In tal modo, il destinatario del messaggio è portato a giudicare con lo stesso metro situazioni e gruppi umani differenti e a reagire attraverso la condanna di ogni discriminazione, qualunque essa sia e qualunque sia il comportamento oggetto della discriminazione.

D'altra parte, è logicamente impossibile evitare ogni forma di discriminazione per cui l'uomo medio tende ad identificare nei dogmi del politicamente corretto (diffusi e confermati da tutti i mezzi di comunicazione) i criteri ultimi di giudizio. Per cui, ad esempio, la condanna del comportamento omosessuale viene spesso considerata una forma inaccettabile di pregiudizio verso cui la scure dello stigma sociale può abbattersi con forza ed assumere a tratti le sembianze di una vera e propria mania persecutionis.

Com'è ovvio, il progetto dell'Unar verrà presentato nelle scuole italiane, viste dal sistema come il luogo più adatto ove forgiare le menti dei giovani e gettare così le basi dell'anticiviltà del futuro. (Alfredo De Matteo)
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(di Gianfranco Amato su Avvenire del 19-04-2012) Non sono molti i cristiani che in Gran Bretagna hanno il coraggio di affrontare pubblicamente la potente ideologia del "politicamente corretto". Uno di questi è il cardinale Keith O'Brien, arcivescovo di Saint Andrews ed Edimb… cristianofobia
Sant'Ignazio di Loyola
Cristianofobia: Sant'Ignazio di Loyola censurato in ospedale.
04 aprile 2012 - 16:13
Cristianofobia: Sant'Ignazio di Loyola censurato in ospedale

(di Gianfranco Amato) Sembra inarrestabile la deriva cristianofobica nel Regno Unito. E si stenta a tenere il conto nello stillicidio quasi quotidiano degli episodi. Questa volta alla ribalta delle cronache è finito il caso di un medico pediatra sessantaquattrenne, il dott. David Drew, costretto ad adire l'Employment Tribunal di Birmingham per essere stato licenziato dal Walsall Manor Hospital, il plesso ospedaliero dove prestava servizio.

Sant'Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti, è l'involontaria causa del licenziamento. Il dott. Drew, infatti, ha avuto l'impudenza di inviare per posta elettronica ai colleghi una preghiera del Santo spagnolo, con l'intenzione di stimolare e motivare gli altri medici. La mail era preceduta da una riflessione dello stesso dott. Drew: «Io trovo in queste parole una personale ispirazione per i miei fragili e imperfetti sforzi di servire i pazienti, i loro familiari e il nostro dipartimento».

Questo è il testo della preghiera incriminata: «Insegnaci, Signore, ad essere generosi, a servirTi come meriti, a dare senza contare, a combattere senza pensiero delle ferite, a lavorare senza cercare riposo, a prodigarci senza aspettare altra ricompensa, con la coscienza di fare la Tua santa volontà». Non proprio un testo dell'integralismo cattolico, visto che, tra l'altro, è ufficialmente adottata come la preghiera delle Guide Scout. Non sembra neppure che i colleghi del dott. Drew abbiano preso male la sua iniziativa. Anzi, pare sia stata accolta da tutti con una certa benevolenza.

Del resto, David Drew era noto per essere un cristiano capace di testimoniare la propria fede con la vita più che con le parole. Laureatosi in medicina alla Bristol University nel 1972, si è specializzato in pediatria al Birmingham Children's Hospital, prima di partire come medico volontario in Indocina, nei campi dei rifugiati nella Tailandia del Nord, e di fondare un dipartimento universitario pediatrico a Jos, in Nigeria.

Gli occhiuti responsabili del Walsall Manor Hospital non hanno gradito la mail del dott. Drew, e neppure gli auguri di Natale che lo stesso medico inviava ai colleghi. Per questo, dopo un'accurata indagine, gli è stato formalmente ordinato di «astenersi dall'utilizzare riferimenti religiosi nelle sue comunicazioni professionali verbali o scritte». Drew non pare essere tipo da farsi intimorire o da accettare compromessi al ribasso per quanto riguarda la propria fede, per cui di fronte alla sua opposizione ed al rifiuto di una generosa "buona uscita" per togliere in silenzio il disturbo, è stato licenziato in tronco per giusta causa.

Questo ennesimo odioso episodio di cristianofobia, mi ha fatto venire in mente la recente polemica che ha coinvolto la rivista "Popoli", che si definisce «mensile internazionale e missionario dei gesuiti italiani». Lo scorso 9 marzo, infatti, su quel periodico è apparso uno strano articolo intitolato «Quando la cristianofobia fa comodo», in cui si invitava ad un certo understatement sul tema, lamentando come «negli ultimi mesi sul web sia aumentato in modo esponenziale il numero di siti dedicati alla "lotta alla cristianofobia"».

Pare che, secondo il mensile dei gesuiti, molto spesso quel triste fenomeno venga «mistificato per un mero interesse economico» o «strumentalizzata per fini politici». Da qui l'invito ad un basso profilo e a non esagerare, «perché difficilmente "gonfiare" le notizie potrà giovare alla causa dei cristiani nel mondo». Non so che cosa abbia indotto quei padri gesuiti ad un'insolita quanto inopportuna prudenza sull'esecrabile fenomeno della cristianofobia.

Una cosa appare, però, paradossale: mentre un cristiano viene licenziato per aver condiviso una preghiera di Sant'Ignazio di Loyola, i suoi seguaci sembrano aderire a quella linea di pensiero che invita ad essere cauti nel denunciare i pericoli della cristianofobia, a non enfatizzare le notizie, a non drammatizzare i casi, a non accentuare le situazioni limite.

Chissà cosa direbbe quell'Ignazio di Loyola che nello stesso sito web ufficiale dei gesuiti è definito come «cavaliere basco, uomo d'armi e di corte, valente condottiero, coraggioso in battaglia». Il fondatore della Compagnia di Gesù, in realtà, avrebbe combattuto con coraggio il diritto a far diffondere la sua preghiera. Ne siamo certi. (Gianfranco Amato)
04 aprile 2012
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(di Gianfranco Amato) Sembra inarrestabile la deriva cristianofobica nel Regno Unito (tutto in onore della regina Gezabele II che la patrona della Massoneria e della Chiesa Anglicana). E si stenta a tenere il conto nello stillicidio quasi quotidiano degli episodi. Questa volta alla ribalta delle cronache è finito il caso di un medico pediatra sessantaquattrenne, il dott. David Drew, co…
in Gran Bretagna niente crocifisso al collo
Cristianofobia: in Gran Bretagna niente crocifisso al collo. (di Federico Catani) La croce continua a dividere e scandalizzare. Succede in Gran Bretagna, diventata ormai la terra del laicismo più spinto e dell'ostilità anticristiana più accesa. Proprio in questi giorni infatti, la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo sta focalizzando l'attenzione sul diritto o meno di indossare il crocifisso come simbolo di appartenenza ad una ben precisa confessione religiosa.

Il caso che ha spinto la Corte a muoversi risale al 2006, quando una hostess della BritishAirways è stata sospesa dal servizio per due settimane, senza stipendio, per essersi rifiutata di togliere il piccolo crocifisso d'argento che portava al collo. La donna ha fatto ricorso al tribunale per lamentare la violazione della propria libertà religiosa e per affermare l'ingiustizia subita e la disparità di trattamento rispetto ai colleghi di altre confessioni, che invece potevano indossare il velo se islamici o il turbante se sikh.

All'epoca, il primo ministro britannico Tony Blair prese le difese della hostess, tanto che in seguito la stessa BritishAirways ha cambiato il proprio regolamento. Tuttavia, l'Alta Corte inglese, nel febbraio 2010, ha ritenuto legittime le ragioni della compagnia aerea. E così la donna ha fatto ricorso a Strasburgo.

Ma l'attuale governo britannico, guidato dal "conservatore" David Cameron, è pronto a schierarsi con la BritishAirways, affermando che i cristiani non hanno né il dovere né il diritto di esibire la croce come manifestazione della loro fede, diversamente da altre religioni. Una conferma dello stato desolante della società inglese. (Federico Catani)
20 marzo 2012

(di Federico Catani) La croce continua a dividere e scandalizzare. Succede in Gran Bretagna, diventata ormai la terra del laicismo più spinto e dell'ostilità anticristiana più accesa. Proprio in questi giorni infatti, la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo sta focalizzando
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In vendita on line candele blasfeme coi volti dei nuovi idoli
10 ottobre 2014 - Mondo, Notizie - blasfemia, candele, Clooney, e-commerce, Eastwood, Etsy, Hillhouse, Ibrahimovic, Illuminidol, Obama, Pitt, Rihanna, Schwarzenegger, usa   
candeleSecondo l'autorevole quotidiano economico Il Sole-24Ore, il settore dei ceri e delle candele votive sarebbe in crisi profonda, come provato dalle gravi difficoltà registrate lo scorso aprile da un'azienda storica del settore, la Cereria Ermini di Roncade, Treviso, da 94 anni una tra le principali fornitrici per le parrocchie di tutta Italia. Molte delle quali han pensato bene però di volgerle le spalle e di "convertirsi" ai più freddi ed impersonali lumini elettrici.
Senonché c'è anche chi ha ritenuto di uscire dai marosi dello spread, cedendo alla blasfemia, trasformando cioè i miti del mondo dello sport, dello spettacolo, addirittura della politica, nei nuovi idoli da proporre al culto pagano di ultras e fans, col pessimo gusto, oltre tutto, di sovrapporne i volti a quelli di vere immagini sacre. Il prodotto è dissacrazione allo stato puro.
E' accaduto negli Stati Uniti, ma, tramite Internet, chiunque nel mondo può servirsi presso il negozio on line Illuminidol, gestito da Graham Hillhouse, socio texano del sito di e-commerce Etsy: così eccolo reclamizzare nella sua vetrina virtuale le candele "votive" con l'effigie di Zlatan Ibrahimovic, sovrapposta all'immagine del Sacro Cuore di Gesù. E tutto al costo di 9,99 dollari al pezzo, circa 8 euro.
Non solo: stando al giornale on line Football.fr, che ne ha dato notizia, pare che il suo "catalogo" sia alquanto fornito, proponendo, tra gli altri, anche ceri di Cristiano Ronaldo. Kevin Durant, Kobe Bryant, Lionel Messi, Tim Duncan oppure, nel mondo del cinema, Kim Kardashan, Arnold Schwarzenegger, Brad Pitt, Clint Eastwood, Jennifer Lawrence, Rihanna, George Clooney e addirittura, in ambito politico, Barack Obama. Un'ampia scelta, insomma.
Non ve ne proponiamo le immagini, poiché urtano la fede sincera dei fedeli di tutto il mondo. La cosa sconcertante è che ciò avvenga nel silenzio generale, quasi si trattasse di una banalissima operazione commerciale, scontata, e non invece di un'autentica bestemmia. Che evidenzia, tuttavia, quanto urgente sia porre delle regole chiare e dei limiti espliciti ai venditori. Anche – è il caso di dirlo – ai venditori di fumo.

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Nigeria: voci d'accordo con Boko Haram, ma i conti non tornano
18 ottobre 2014 - Mondo, Notizie - Boko Haram, cessate il fuoco, Goodluck, liberazione, Nigeria, ostaggi, studentesse   

Chibok Incredibile! La Nigeria afferma d'aver concluso un cessate il fuoco coi terroristi islamici di Boko Haram: le trattative si sarebbero svolte in Arabia Saudita, alla presenza del Presidente del Ciad, Idriss Deby, nonché di alti funzionari del Camerun. Il primo segretario della Presidenza, Hassan Tukur, ha dichiarato che il tutto sarebbe avvenuto «in seguito alle discussioni intrattenute con noi», benché questo appaia alquanto improbabile. Nessuno festeggi dunque, non si tratta di una vittoria, semmai di una resa. Come si intuisce anche dal fatto che la possibile liberazione delle 219 liceali rapite a Chibok lo scorso 14 aprile sia stata prima annunciata dal governo federale e poi smentita, a conferma di una gestione della questione a dir poco pasticciata. Ma l'avvicinarsi delle elezioni presidenziali, a febbraio, potrebbe accelerare le negoziazioni, pur di portare a casa il risultato. Il Presidente uscente, Goodluck Jonathan, infatti, ha annunciato di volersi ricandidare, sebbene questa volta il Nord-est sia esasperato dagli scontri e si senta anche abbandonato dalle istituzioni, per cui difficilmente gli riconfermerà il voto. Ed anche nel resto del Paese, il problema legato alle questioni della sicurezza tiene banco. Al punto da far dubitare che l'accordo divulgato ai quattro venti sia stato sancito veramente.
Soltanto lo scorso gennaio il generale Alex Badeh, appena promosso Capo di Stato maggiore dell'esercito, aveva promesso che con Boko Haram «l'avrebbe fatta finita in poco tempo». Questo presunto accordo giunge a sancire il fallimento della sua strategia, stante la disastrosa, ma progressiva affermazione dei ribelli, avvenuta nel corso dell'anno nel Nord del Paese. Ciò, nonostante la schiacciante minoranza numerica: tra i 6 e gli 8 mila insorti contro i 20 mila soldati delle forze armate, nigeriani e non. La corruzione dilagante nella Nazione ha peraltro distolto parte dei capitali destinati alla lotta antiterrorismo, tanto da indurre già centinaia di militari a rifiutarsi di andare a combattere solo per una pacca sulle spalle.

Già lo scorso 18 settembre il Vescovo cattolico, mons. Oliver Dashe, preoccupato, lanciava l'allarme: 25 città del Nord-est erano passate sotto il controllo di Boko Haram, facendo precipitare la sicurezza nell'intera area. Numerosi sono stati gli attentati compiuti dall'inizio dell'anno: quello alla stazione degli autobus ad Abja il 14 aprile, che costò la vita a 75 persone; le due autobombe esplose a Jos in pieno centro, 118 morti; una serie di massacri nei villaggi, con diverse centinaia di vittime. Poi in agosto, il leader della banda degli insorti, Abubakar Shekau, dopo aver conquistato la città di Goza, autoproclamò il "califfato islamico". A fine settembre aveva completamente circondato la capitale dello Stato federale del Borno, Maiduguri.
Già lo scorso 19 giugno su La Croix Roland Marchal, ricercatore al CNRS francese, ipotizzava che le studentesse tenute in ostaggio potessero essere scambiate con prigionieri e denaro, ma non se ne è mai fatto nulla. Non si saprà mai cosa sia realmente successo. Né al momento si conosce l'identità di Danladi Ahmadu, l'interlocutore all'interno di Boko Haram, contattato dal primo segretario alla Presidenza, Hassan Tukur: «Io non ho mai sentito parlare di questo signore ed, in ogni caso, se Boko Haram volesse dichiarare realmente un cessate il fuoco, l'ordine giungerebbe direttamente dal loro capo, Abubakar Shekau», ha dichiarato Shehu Sani, specialista di Boko Haram, con cui ha negoziato già diverse volte, a fianco del governo nigeriano.

Insomma, la situazione resta incandescente ed è meglio non farsi troppe illusioni.
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05 marzo 2013. La profezia sulla Chiesa di Ildegarda di Bingen
http://www.corrispondenzaromana.it/la-profezia-sulla-chiesa-di-ildegarda-di-bingen/
Ildegarda di Bingen(di Cristina Siccardi) «Se si considera la poliedrica personalità di Ildegarda (…) ci dobbiamo chiedere se l'uomo d'oggi sia ancora capace di accostarsi ed imitare quello di ieri, avvalendosi del misticismo per ritrovare profondità di spirito, coerenza di comportamento, speranza di futuro, e non soltanto di atteggiarsi a un cembalo che suona perché scosso da altri», così scriveva nella sua prefazione Michelangelo Navire (scomparso di recente) nel suo libro La sinfonia Mistica di Ildegarda di Bingen (pp. 8-9, Edizioni Segno, Udine 2011), libro che, oltre a dare un profilo della vita e delle opere di questa mistica e scienziata, ancora troppo sconosciuta fuori dai confini tedeschi, offre alla lettura i settanta Carmina di Ildegarda, che compongono la Symphonia harmoniae coelestium revelationum, nel loro testo latino e qui, per la prima volta, presentati anche nella traduzione italiana, unitamente alla composizione drammatica Ordo virtutum.

Gli insegnamenti teologici, filosofici e scientifici di Ildegarda di Bingen, dove Fede e ragione coincidono mirabilmente, sono di un'attualità sconcertante e irrompono nella nostra contemporaneità desolata, deturpata, alluvionata dai peccati. Provvidenziale il suo recupero da parte di Benedetto XVI, che ha riproposto, con alcune catechesi dedicate alla santa teutonica e con la sua proclamazione a Dottore della Chiesa (7 ottobre 2012), insegnamenti, visioni (che ella compiva in stato di coscienza e non di estasi) e profezie; quest'ultime concernenti anche la crisi della Chiesa. Il 16 maggio 2012, quando Ildegarda (già venerata come santa) venne canonizzata per equipollenza, il Papa sottolineò, davanti alla Curia romana, la lotta e la difesa di questa santa monaca benedettina per la Chiesa, affermando: «Nella visione di sant'Ildegarda il volto della Chiesa è coperto di polvere ed è così che noi l'abbiamo visto».
Lascia scritto, infatti, la «Sibilla del Reno», come veniva chiamata già in vita: «Nell'anno 1170 dopo la nascita di Cristo ero per un lungo tempo malata a letto. Allora, fisicamente e mentalmente sveglia, vidi una donna di una bellezza tale che la mente umana non è in grado di comprendere. La sua figura si ergeva dalla terra fino al cielo. Il suo volto brillava di uno splendore sublime. Il suo occhio era rivolto al cielo. Era vestita di una veste luminosa e raggiante di seta bianca e di un mantello guarnito di pietre preziose. Ai piedi calzava scarpe di onice. Ma il suo volto era cosparso di polvere, il suo vestito, dal lato destro, era strappato. Anche il mantello aveva perso la sua bellezza singolare e le sue scarpe erano insudiciate dal di sopra. Con voce alta e lamentosa, la donna gridò verso il cielo: "Ascolta, o cielo: il mio volto è imbrattato! Affliggiti, o terra: il mio vestito è strappato! Trema, o abisso: le mie scarpe sono insudiciate!" E proseguì: "Ero nascosta nel cuore del Padre, finché il Figlio dell'uomo, concepito e partorito nella verginità, sparse il suo sangue. Con questo sangue, quale sua dote, mi ha preso come sua sposa. Le stimmate del mio sposo rimangono fresche e aperte, finché sono aperte le ferite dei peccati degli uomini. Proprio questo restare aperte delle ferite di Cristo è la colpa dei sacerdoti. Essi stracciano la mia veste poiché sono trasgressori della Legge, del Vangelo e del loro dovere sacerdotale. Tolgono lo splendore al mio mantello, perché trascurano totalmente i precetti loro imposti. Insudiciano le mie scarpe, perché non camminano sulle vie dritte, cioè su quelle dure e severe della giustizia, e anche non danno un buon esempio ai loro sudditi. Tuttavia trovo in alcuni lo splendore della verità". E sentii una voce dal cielo che diceva: "Questa immagine rappresenta la Chiesa. Per questo, o essere umano che vedi tutto ciò e che ascolti le parole di lamento, annuncialo ai sacerdoti che sono destinati alla guida e all'istruzione del popolo di Dio e ai quali, come agli apostoli, è stato detto: 'Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura' (Mc. 16,15)"» (Lettera a Werner von Kirchheim e alla sua comunità sacerdotale).

Le rivelazioni private, riconosciute dalla Chiesa, sono strumenti preziosi per tutti i suoi membri, dalle più alte gerarchie ai più umili fedeli; sono manifestazioni divine dentro la storia dell'uomo, il quale, troppo spesso, si lascia distrarre e sedurre dalle dinamiche perverse del mondo; sono segnali che cercano di avvertire, ammonire, svegliare le intorpidite, o a volte annientate, coscienze. (Cristina Siccardi). 08 dicembre 2012
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Regno… Unito contro i cristiani
In Inghilterra sono i dati a parlare: è scoppiata la cristianofobia, in modo endemico. Incredibile escalation di casi. E guai a citare san Paolo: si rischia la galera.
RC n.90 - dicembre 2013 di Gianfranco Amato

In Inghilterra sono i dati a parlare: è scoppiata la cristianofobia, in modo endemico. Incredibile escalation di casi. E guai a citare san Paolo: si rischia la galera. […]
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Spagna: la Sinistra vuol cancellare la Chiesa nel sociale
25 ottobre 2014 - Europa, Notizie - beni immobili, bilancio, cattolica, CHA, chiesa, ERC, ICV, IU, sgravi fiscali, Sinistra, Spagna   

IuLa Chiesa, salda nella Dottrina ed impegnata nel sociale, disturba. Da sempre. E da sempre i suoi nemici accampano i pretesti più "estemporanei" per contrastarla. Accade ancora in Spagna, dove la coalizione Izquierda Plural (Sinistra Plurale), che riunisce i partiti IU, ICV e CHA, assieme all'ERC, ha inserito nel pacchetto di emendamenti al progetto di legge sul bilancio generale nazionale per il 2015 (PGE) l'autofinanziamento della Chiesa Cattolica. Le si chiede cioè di far conto solo sulle proprie risorse, senza aspettarsi il benché minimo sostegno dallo Stato.

L'IU, disprezzando l'immensa opera svolta dal mondo ecclesiale anche in campo assistenziale, chiede di ridurre del 20% gli sgravi fiscali relativi alle imposte sul reddito, «col fine di partecipare così allo sforzo collettivo necessario per superare la crisi e spingere gradualmente la Chiesa ad autofinanziarsi». Per questo fa appello addirittura alla Costituzione ed invoca il principio di uguaglianza di fronte alla legge, contestando «trattamenti preferenziali» circa l'esenzione sui beni immobili.

Sulla stessa linea i repubblicani catalani, tanto solerti nel chiedere l'aiuto del voto musulmano per ottenere l'indipendenza quanto pronti a contrastare e minacciare il Cattolicesimo in qualsiasi modo: ora pretendono che la Chiesa predisponga un inventario dei beni immobili che detiene e «che sono patrimonio dello Stato dal 1985: è tempo che venga messo a punto», argomentano. C'è aria di confisca? Non solo: incalzano, chiedendo anch'essi l'eliminazione dei «privilegi tributari di tutte le chiese, confessioni e comunità religiose».

Ipocrisia pura: se lo Stato venisse improvvisamente privato del sostegno fattivo dell'arcipelago di realtà cattoliche in campo educativo, didattico, sanitario, assistenziale, andrebbe verso il collasso garantito e non avrebbe in proprio né le risorse, né i mezzi, né il personale necessario per far fronte al clima di emergenza. La Chiesa non può, per vocazione e per slancio missionario, sottrarsi al proprio impegno verso le condizioni di bisogno. Ma certo, se costretta a sua volta da necessità, potrebbe dover drasticamente rivedere modalità e tipologia di presenza.

Non solo: le richieste promosse dalla Sinistra iberica sarebbero meno demagogiche e più credibili, se accompagnate dal contemporaneo proposito di eliminare il finanziamento pubblico ai partiti, che attualmente è misto: tramite rimborso elettorale, in base ai seggi ed ai voti conquistati, nonché con finanziamenti privati. Nel 2011 il totale dei Soldi succhiati allo Stato ammontava a 131 milioni di euro: 86,5 milioni di contributo e 44,5 come rimborso elettorale. Per loro non vale il discorso dell'autofinanziamento?

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http://www.nocristianofobia.org/spagna-la-sinistra-vuol-cancellare-la-chiesa-nel-sociale/
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE   
    http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+MOTION+B7-2014-0295+0+DOC+XML+V0//IT
7.4.2014 B7-0295/2014
presentata a norma dell'articolo 120 del regolamento
sulla creazione di un osservatorio sulla cristianofobia in Europa
Mara Bizzotto
Proposta di risoluzione del Parlamento europeo sulla creazione di un osservatorio sulla cristianofobia in Europa         
B7‑0295/2014
Il Parlamento europeo,
–       visto l'articolo 120 del suo regolamento,

A.     considerando che Il 15 novembre 2013 è stato pubblicato l'"Hate Crime Report" del 2012 dell'OSCE/ODIHR: la relazione, per quanto riguarda i crimini di odio contro i Cristiani, stabilisce che solo quindici Stati dell'OSCE hanno presentato dati leggibili, e di questi paesi solo sei hanno reso disponibili i loro dati per la relazione;

B.     considerando che nel 2012 i crimini d'odio contro Cristiani in Europa occidentale sono in aumento: in Germania la polizia ha rilevato 414 reati basati su pregiudizi contro la religione, 18 dei quali di natura violenta; in Ungheria, la Santa Sede ha segnalato 10 casi di danni alla proprietà della Chiesa, 89 casi di profanazione e 7 casi di furto; in Svezia la polizia ha registrato 258 crimini d'odio contro la religione, di cui 200 rivolti contro Cristiani; nel Regno Unito, le cifre ufficiali contano 1 543 crimini di odio anti-religiosi, mentre in Scozia sono stati perseguiti 687 casi;

1.      invita la Commissione a sollecitare gli Stati europei affinché comincino a raccogliere in modo coordinato i dati relativi ai crimini contro i Cristiani;

2.      sollecita la Commissione a valutare l'eventuale creazione di un osservatorio sulla cristianofobia in Europa che si occupi di raccogliere dati chiari e confrontabili in questo settore ed elabori strategie coordinate tra gli Stati membri per il contenimento del fenomeno.
Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2014
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Benjamin Netanyahu, spesso soprannominato Bibi, PERCHé, SECONDO TE: ROTHSCHILD L'USURAIO ODIA GESù, E FA PERSEGUITARE I CRISTIANI: cristianofobia, IN TUTTO IL MONDO? QUESTO è EVIDENTE: "GESù CRISTO è IL VERO RE!"
Gli elefanti sono animali suscettibili! la donna prima, del Selfie, avrebbe dovuto chiedere il permesso! Se, un animale non si sente amato? reagirà male! http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/asia/2014/10/28/selfie-con-elefante-turista-muore-india_309a96d0-905a-4a22-8348-e824b7c89bc5.html
questo della LEGA ARABA shariah, è veramente, un gioco cattivo, infatti, islamici non hanno nesun rispetto per il valore della vita umana, e dopotutto, questi dell'ISIS shariah hanno fatto un buon lavoro, per loro!! loro sono shariah nazi genocidio a tutti! ed è un loro problema: Onu sharia Amnesty, di dovere affrontare, la loro pervertita religione! http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2014/10/28/isisrinforzi-curdi-kobane-entro24-ore_c3a84164-5c05-45b5-be8d-90b78c05e06d.html
premier israeliano Benyamin Netanyahu, ovunque, tu vuoi costruire? tu puoi farlo! lo sanno tutti che, io distruggerò la shariah, insieme allo Stato massonico di Israele! Farisei talmud usurai? un lontano ricordo, saranno! Perché, lo sanno anche le pietre, che, il vero Israele può essere soltanto un regno, infatti è detto: "il regno di Dio JHWH"
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Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
MA, CONTINUARE A SUCCHIARE IL SANGUE DEI POPOLI SCHIAVI? PER LUI è MEGLIO! ] [ La vera Resistenza palestinese. Hamas impicca chi protesta: HA UCCISO QUASI 100 UOMINI CON LA ACCUSA DI ESSERE LE SPIE DI ISRAELE, MA, LORO, NON VOLEVANO ESSERE, GLI SCHIAVI CHE STAVANO A SCAVERE I TUnNEL DEL TERRORE! MIO FRATELLO, Abd Allah bin Abd al-Aziz Al Saud, Re dell'Arabia Saudita Abdullah, to: Arabia Saudita: LUI Me LO DICE SEMPRE: "E CHE COLPA IO HO, SE IL NWO, LA PIRAMIDE MASSONICA HA DECISO DI DISINTEGRARE ISRAELE?" ]
Scritto il agosto 9, 2014 by Antimo Marandola (piattola) il succhiatore del pene Rothschild, il vampiro, usurocrazia regime NWO 666, per la ascesa definitiva: del regno di Satana! MA, QUELLA PIATTOLA, VERME SOLITARIO NELL'INTESTINO DEL GENERE UMANO, LO SA CHE, ROTHSCHILD HA DECISO DI DISINTEGRARE ISRAELE? SI LUI LO SA: certamente! poi, Facebook me, lo ha reso invisibe! MA, CONTINUARE A SUCCHIARE IL SANGUE DEI POPOLI SCHIAVI? PER LUI è MEGLIO: che fare subire la shoah a 6milioni di israeliani! [ Fonti palestinesi hanno ieri diffuso la notizia di alcune sentenze capitali eseguite dalle Brigate Ezzedin al-Qassem, l'ala militare di Hamas (ammesso e non concesso che si possano distinguere le due branche del movimento terrorista) contro alcuni palestinesi ritenuti "collaborazionisti di Israele". E siamo a quota 35.
Le supposte "spie" di Israele sarebbero "state arrestate per aver rivelato al nemico informazioni sulla resistenza palestinese e i suoi combattenti" e poi giustiziate per aver "aiutato il nemico a colpire nuovi obiettivi".
La legge palestinese prevede la pena capitale per i collaborazionisti, gli assassini e i trafficanti di droga, ma ogni esecuzione dovrebbe essere approvata dal presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, in quanto massimo dirigente politico palestinese.
In realtà, come riportato da media israeliani e mediorientali, sembra che nella serata di sabato scorso il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, sia stato malmenato da una folla di civili di Gaza nei pressi dell'ospedale Shifa, salvato solo dalle sue guardie del corpo. La popolazione pare protestasse per la conduzione della battaglia con Israele, soprattutto per l'esposizione dei civili alle rappresaglie israeliane.
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2014/10/27/gerusalemme-est-altre-1060-case-coloni_c308e2ca-e872-4c8a-816f-e48f5b043b55.html
L'idea che Abu Mazen non abbia preso parte alla decisione di assassinare gli esponenti della Vera Resistenza palestinese è comunque da scartare per non correre il pericolo di cadere nell'altra prappola del palestinese moderato. Le fonti palestinesi che non hanno potuto tenere nsacosta la notizia non hanno ricevuto nessuna nota di biasimo o smentita dal boss Abu Mazen.
Quindi è possibile che la notizia sia stata fatta circolare da fonti palestinesi solo come una volgare copertura di un crimine contro i civili di Gaza, colpevoli di aver tentato una ribellione contro Hamas. Un segno che anche tra i palestinesi si sta muovendo qualcosa. Questa ribellione, auspicata da più parti è un presupposto importante per la liberazione di Gaza da Hamas e una nuova era nelle relazioni israelo-palestinesi.
Una ribellione su cui lavoreranno anche le intelligence di altri Paesi arabi, consapevoli da tempo (come l'Egitto e la Giordania) o svegliatisi di recente (come l'Arabia Saudita) sui pericoli del fondamentalismo islamista per i delicati equilibri del Medio Oriente.
http://forzaisraele.altervista.org/blog/vera-resistenza-palestinese-hamas-impicca-protesta/
Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
my JHWH -- se, tu mi dai la sventura di incontrare questo Marandola? io gli darò un solo cazzotto, in un occhio solo, che, io lo farò diventare, un solo muro del pianto!
Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
ONU è LA PIù GRANDE MINACCIA PER LA SOPRAVVIVENZA DEL GENERE UMANO! HA SPUTATO SUI DIRITTI UMANI, E FA IL SUPPORTO DELLA GALASSIA JIHADISTA, CHE, è SHARIAH NAZI!
Le scuole dell'Onu usate come depositi di armi!
Scritto il agosto 9, 2014 by usurocratico imperialismo talmud 666 NWO FMI: Antimo Marandola. Le scuole dell'Onu sono usate da Hamas come depositi di armi. Per la prima volta (piuttosto ipocritamente) l'Onu ha ammesso di aver trovato dei missili all'interno di una sua scuola (qui il comunicato) ma è una cosa ricorrente. Hamas lo fa perché sa che le scuole dell'Onu sono un rifugio sicuro e fa in modo che i civili si concentrino proprio li per difendere le proprie armi. Naturalmente queste cose gli "inviati" si guardano bene dal dirvelo, come si guardano bene dal dirvi che secondo una indagine del IDF l'ordigno che qualche giorno fa ha colpito la scuola dell'Onu di Beit Hanoun provocando almeno 15 morti è stato probabilmente sparato da Hamas e non dall'esercito israeliano. Solo che fa molto più notizia (e scalpore) dire che è stato l'IDF a sparare. E' utile alla causa. http://forzaisraele.altervista.org/blog/scuole-dellonu-usate-come-depositi-armi/?doing_wp_cron=1414389397.6591570377349853515625
Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
Benjamin Netanyahu, spesso soprannominato Bibi, è UN COGLIONE! Lui ha 1000 e 1000: volte, il diritto di deportare tutti i Palestinesi e di carbonizzare: tutta la LEGA ARABA! ma, lui non ha le palle per tutto questo! satana gli ha detto: "lascia o raddoppia!" cioè, o ti fai venire tutti gli ebrei nel deserto egiziano saudita, o tu mi succhi il cazzo! ok! Benjamin Netanyahu, spesso soprannominato Bibi, lui si è messo a succhiare il cazzo: a satana rothschild 322 bush NWO! ma, questo è giusto, se, i farisei talmud bestemmiano contro, la Bibbia, e, dicono che è vero che Abramo ha immolato Isacco!
Egidio Cavallini · Top Commentator · Verona
ennesima prova di come agli ebrei non interessi il diritto degli altri popoli. sono comportamenti come questo che alimentano le reazioni armate ma a chi controlla i sistemi di informazione è sufficiente definirli "terroristi" e soprassedere sugli abusi e violenze che hanno dovuto subire prima di diventare "terroristi".
    Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
    https://www.facebook.com/egidio.cavallini CHE SEI UN COMUNISTA GENDER? 300 martiri cristini innocenti uccisi, ogni giorno, dalla shariah in tutta la LEGA ARABA? LORO HANNO una una diversa valutazione politica! IMBECILLI COME TE? SONO LE TESTE DEI CADAVERI, CHE, GLI ISLAMICI NAZISTI VANNO CERCANDO! TUTTA LA LEGA ARABA SORGE SU UN SOLO GENOCIDIO!

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